26 Marzo 2026 - 10.40

L’Iran è stato sottovalutato?

Nonostante circa 1.500 attacchi subiti sul proprio territorio dall’inizio dell’operazione “Epic Fury”, l’Iran continua a dimostrare una forte capacità di reazione e destabilizzazione. I raid aerei condotti da Israele e Stati Uniti hanno colpito duramente l’arsenale militare di Teheran, ma non sono riusciti a fermarne la risposta.

Mercoledì 25 marzo, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha annunciato nuovi attacchi missilistici diretti contro il nord e il centro di Israele, inclusa l’area di Tel Aviv. Nel mirino anche alcune basi militari americane dislocate in Kuwait, Giordania e Bahrein, segnale di un conflitto sempre più esteso a livello regionale.

La situazione solleva interrogativi sulla valutazione iniziale di Washington e Tel Aviv. Secondo il commentatore geopolitico Pierre Servent, già una settimana dopo l’avvio dell’operazione Donald Trump aveva dichiarato la guerra “praticamente conclusa”, commettendo però un grave errore di analisi. Il regime iraniano, infatti, ha reagito ampliando il raggio delle operazioni fino agli Stati del Golfo, contribuendo anche alle tensioni economiche legate alla chiusura dello Stretto di Hormuz.

Nonostante si stimi che tra l’80% e il 90% del potenziale missilistico balistico iraniano sia stato neutralizzato, Teheran ha adattato la propria strategia. Come spiega lo storico militare Michel Goya, l’Iran ha trasformato il conflitto in una forma di guerriglia: “finché continua a sparare, non è sconfitto”. Dopo una prima fase di attacchi intensi, il Paese è passato a una modalità di resistenza, mantenendo una capacità giornaliera di 10-20 missili balistici e centinaia di droni.

Secondo le stime, con questo ritmo l’Iran potrebbe sostenere lo sforzo bellico per altri due-quattro mesi. Resta da capire se la coalizione internazionale riuscirà a mantenere la pressione così a lungo o se sarà costretta a modificare la propria strategia, aumentando il numero degli attacchi.

Uno dei punti più delicati riguarda le reali capacità militari iraniane. Nei giorni scorsi Teheran ha dichiarato di aver lanciato due missili balistici con gittata superiore ai 4.000 chilometri, diretti verso Diego Garcia, base strategica americana nell’Oceano Indiano. Tuttavia, secondo fonti statunitensi, uno dei missili avrebbe perso la traiettoria e l’altro sarebbe stato intercettato.

Per gli analisti, si tratterebbe di una mossa più comunicativa che militare. Servent parla apertamente di “bluff”: sarebbe sufficiente lanciare un razzo alleggerito, privo di testata, per simulare una capacità che in realtà potrebbe non essere disponibile. In questo contesto, accanto al conflitto sul campo si sviluppa anche una guerra di narrazione.

Come osservano gli esperti, la logica è chiara: finché la parte più debole resiste, può considerarsi vincente; mentre la parte più forte, se non ottiene risultati decisivi, rischia di apparire perdente. Una dinamica che l’Iran sembra aver compreso e sfruttato pienamente.

Potrebbe interessarti anche:

L'Iran è stato sottovalutato? | TViWeb L'Iran è stato sottovalutato? | TViWeb

Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

Luca Faietti Direttore Fondatore ed Editoriale - Arrigo Abalti Fondatore - Direttore Commerciale e Sviluppo - Paolo Usinabia Direttore Responsabile

Copyright © 2026 Tviweb. All Rights Reserved | Tviweb S.R.L. P.Iva E C.F. 03816530244 - Sede Legale: Brendola - Via Monte Grappa, 10

Concessionaria pubblicità Rasotto Sas

Credits - Privacy Policy