11 Marzo 2026 - 16.00

Abusivi minacciano di morte il presidente Ater dopo la lite fra albanesi e rom e il rogo in palazzina

Clima sempre più teso attorno alle case popolari di Mestre, dove nelle ultime ore il presidente dell’Ater Venezia, Marco Mestriner, ha ricevuto messaggi di minaccia sul proprio telefono cellulare. Gli episodi arrivano a pochi giorni dalla violenta lite tra gruppi rom e albanesi sfociata in un incendio all’interno del complesso residenziale noto come “Circus”, a Chirignago.

Secondo quanto riferito dallo stesso Mestriner, i messaggi sarebbero arrivati nella notte durante il fine settimana da un numero sconosciuto tramite WhatsApp. Le frasi, dal tono intimidatorio, invitavano il presidente dell’ente a “stare attento a chi pesta i piedi”, con riferimenti alla linea dura annunciata nei confronti delle occupazioni abusive negli alloggi pubblici.

«Era circa l’una di notte quando ho ricevuto i primi messaggi – ha raccontato Mestriner –. Inizialmente non ho dato troppo peso alla cosa, ma in serata ne sono arrivati altri». Il presidente dell’Ater ha spiegato di aver subito denunciato l’episodio, sottolineando però di non avere intenzione di fare passi indietro. «Sono figlio di un poliziotto di strada e sono cresciuto con queste storie. Non mi farò intimidire».

Le tensioni dopo l’incendio nel palazzo popolare

Le minacce arrivano in un contesto già molto delicato. Circa tre settimane fa nel grande complesso residenziale di Chirignago, un edificio semicircolare con circa 150 appartamenti soprannominato “Circus”, era scoppiato un incendio che aveva provocato l’evacuazione dell’edificio e una ventina di persone intossicate dal fumo. L’episodio era maturato nell’ambito di una faida tra famiglie rom e albanesi residenti nello stabile.

Da allora la situazione nel quartiere è rimasta tesa, anche a causa della presenza di diversi occupanti abusivi negli alloggi pubblici.

Assalto agli uffici dell’Ater

Alla vicenda delle minacce si è aggiunto un altro episodio avvenuto lunedì mattina nella sede veneziana dell’Ater. Una famiglia di origine rom, regolarmente assegnataria di un alloggio al “Circus” ma con un debito di circa 26 mila euro di affitti arretrati, si è presentata negli uffici pretendendo l’assegnazione immediata di un appartamento più grande.

Secondo quanto riferito dall’azienda, quattro persone avrebbero urlato e colpito la porta d’ingresso dell’ufficio, creando forte tensione tra i dipendenti, molti dei quali donne. La situazione si è calmata solo grazie all’intervento delle forze dell’ordine, chiamate dal personale dell’ente.

La famiglia aveva già presentato in precedenza una richiesta di cambio alloggio, ma aveva rifiutato le soluzioni alternative proposte dall’ente.

Il problema delle occupazioni abusive

Per Mestriner gli episodi confermano il clima difficile che si respira in diversi complessi di edilizia pubblica della zona. «Parliamo spesso di persone che occupano abusivamente le case oppure non pagano l’affitto per anni accumulando debiti importanti», ha spiegato.

Il presidente dell’Ater sottolinea inoltre le difficoltà legate alle procedure di sgombero, che richiedono tempi lunghi. Anche dopo l’incendio al “Circus”, l’ente ha dovuto trovare una sistemazione temporanea anche per alcune famiglie che occupavano abusivamente gli appartamenti.

«C’erano dei minori – ha concluso Mestriner – e la legge impone di garantire comunque una soluzione abitativa. È una situazione complessa, ma non possiamo permettere che le intimidazioni fermino il lavoro dell’ente».

“Esprimo vicinanza e piena solidarietà al presidente Marco Mestriner che è stato preso di mira con gravi minacce e oltraggi. Sono certo che, come ha già annunciato, non si farà intimorire e continuerà il suo scrupoloso lavoro. Come Regione, per quanto di nostra competenza, siamo e saremo sempre al fianco di chi si impegna per garantire la legalità nell’amministrazione del bene comune”.

Queste le parole con cui il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, commenta i messaggi con minaccia di morte indirizzati al Presidente di Ater di Venezia – verosimilmente legati agli scontri avvenuti al Circus di Chirignago – e il tentativo di irruzione nella sede dell’ente.

“L’emergenza abitativa e la rilevanza sociale della casa sono di estrema attualità – aggiunge il Presidente -. Ne siamo consapevoli perché come Regione ne abbiamo fatto un punto prioritario del programma. Ma proprio per la serietà e le sensibilità che rappresentano come tema, non possono giustificare comportamenti intimidatori e violenti da parte di nessuno. Nel confermare la mia vicinanza, ringrazio anche le Forze dell’Ordine intervenute a fronte dell’incursione negli uffici Ater”.

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