18 Febbraio 2026 - 11.37

Veneto – Primavera anticipata: le conifere crescono due settimane in più rispetto al passato

Il riscaldamento globale sta cambiando il calendario biologico delle piante, soprattutto nelle aree montane, ma non tutte le fasi di crescita rispondono allo stesso modo.

Uno studio condotto sulle principali conifere delle Alpi mostra che l’inizio della produzione di nuovo legno si è effettivamente anticipato negli ultimi 200 anni, sebbene in misura più contenuta rispetto a foglie e fiori. La ricerca, pubblicata sulla rivista Global Change Biology, è stata realizzata dal Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali dell’Università di Padova in collaborazione con l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima, coordinata da Marco Carrer del TeSAF.

“Invece di monitorare direttamente la crescita annuale, impossibile su archi temporali così lunghi, abbiamo adottato un approccio retrospettivo,” spiega Carrer. “Abbiamo studiato gli anelli da gelo, piccole cicatrici nel legno causate da improvvisi abbassamenti di temperatura durante la fase attiva di crescita, che confermano però che l’albero stava crescendo.”

Il team ha analizzato oltre 4.000 individui di larice, pino cembro e abete rosso nelle Dolomiti. Confrontando gli anelli da gelo con serie storiche di temperature giornaliere dal 1774 al 2020, gli scienziati hanno ricostruito l’inizio della crescita degli alberi, che si è anticipato di circa 7 giorni ogni 100 anni.

“Abbiamo individuato le ondate di gelo del passato, generalmente tra maggio e giugno, capaci di produrre danni nei boschi,” aggiunge Eugenia Mantovani, prima autrice dello studio e dottoranda presso la Scuola di Dottorato LERH del TeSAF. “Si tratta degli stessi eventi che possono arrecare danni significativi alle colture agricole.”

Diversamente dalle gemme e dai fiori, la cui apertura si è anticipata anche di oltre un mese negli ultimi due secoli, l’accrescimento legnoso mostra una risposta più graduale al cambiamento climatico. Questo sottolinea come le piante possano reagire in modi differenti anche tra le diverse parti dello stesso individuo.

Poiché la crescita del legno è strettamente legata alla capacità delle foreste di immagazzinare carbonio, questi risultati forniscono informazioni cruciali per migliorare i modelli globali della vegetazione e rendere più precise le previsioni sull’impatto del cambiamento climatico sugli ecosistemi forestali.

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