Il Niger minaccia Parigi: “Prepariamoci alla guerra con la Francia”

Il Niger ha lanciato un duro avvertimento contro la Francia, segnalando un’escalation senza precedenti nelle relazioni tra i due Paesi. Mercoledì 11 febbraio, durante un comizio davanti a giovani nello stadio di Niamey, il generale Amadou Ibro, capo di stato maggiore del generale Aboudrahamane Tiani, ha dichiarato che la Francia avrebbe “fatto guerra al Niger”.
“Questa mobilitazione è stata attuata, è stata decretata, affinché ci preparassimo alla guerra con la Francia”, ha detto in francese. “Sappiate questo, andiamo in guerra con la Francia. Prima non eravamo in guerra, ma ora andiamo in guerra con la Francia”, ha aggiunto tra gli applausi della folla e le grida di “Abbasso la Francia!”.
Il video del discorso, rapidamente diffuso sui social network, ha raggiunto il Ministero degli Esteri francese, che ha reagito con fermezza. Il colonnello Guillaume Vernet, portavoce dello Stato Maggiore delle Forze Armate francesi, ha definito le dichiarazioni “chiaramente una guerra di informazione” e ha negato qualsiasi intenzione di intervento militare francese in Niger.
Un contesto di tensione crescente
Le tensioni tra Parigi e Niamey risalgono al 2023, anno del colpo di Stato che ha portato la giunta militare al potere sotto il generale Tiani. Da allora, le relazioni diplomatiche ed economiche tra i due Paesi si sono rapidamente deteriorate. Il Niger accusa la Francia di voler destabilizzare il Paese, mentre Parigi nega ogni coinvolgimento.
Il generale Tiani ha addirittura accusato il presidente francese Emmanuel Macron di essere lo “sponsor” dei jihadisti dello Stato Islamico che hanno attaccato l’aeroporto internazionale di Niamey a fine gennaio. Le truppe francesi impegnate nella lotta al terrorismo si erano ritirate dal Niger alla fine del 2023.
La questione economica
Sul piano economico, la giunta militare del Niger ha adottato una politica di sovranità sulle risorse naturali, in particolare sull’uranio, accusando l’ex potenza coloniale di aver saccheggiato queste risorse. La nazionalizzazione della filiale locale del gigante francese Orano, Somaïr, è diventata un punto di attrito cruciale.
Un carico di circa 1.000 tonnellate di yellowcake (concentrato di uranio) è rimasto bloccato all’aeroporto di Niamey per settimane. Orano sostiene di essere privata di questa merce, valutata circa 300 milioni di euro, e ha avviato quattro procedimenti arbitrali contro il Niger.
Nuovi alleati e orientamenti strategici
In un contesto di crescente ostilità verso la Francia, la giunta si è rivolta alla Russia, che sta fornendo supporto nella lotta contro i gruppi jihadisti. Il ministro dell’Energia russo Sergei Tsiviliov ha dichiarato, a seguito di un incontro con il generale Tiani, che Mosca intende sviluppare lo sfruttamento dell’uranio in Niger e creare un sistema completo per la sua estrazione.
Questa alleanza con la Russia rappresenta un chiaro segnale della strategia di Niamey di distanziarsi da Parigi, mentre le tensioni tra i due Paesi rischiano di sfociare in un conflitto più ampio, almeno sul piano politico e mediatico.
















