27 Gennaio 2022 - 17.13

Un Sanremo in salsa vicentina! Sangiovanni e il tocco di Madame e Francesca Michielin

di Alessandro Cammarano

Ci siamo; manca davvero pochissimo all’edizione numero settantadue del Festival di Sanremo – manifestazione che tutti fingono di snobbare, spesso con un po’ di puzza sotto il naso, mentre poi una stragrande maggioranza non si sottrae al rito e si guarda tutte le serate commentando copiosamente su tutti i canali social possibili – che prenderà il via il prossimo Primo febbraio per culminare nella finale di sabato 5.

Il bello della manifestazione rivierasca sta nella capacità di cambiare pur rimanendo sempre se stessa, un po’ Gattopardo-Style, proponendo una formula consolidata “rinfrescandola” di anno in anno.

Non si può non applaudire alla presenza di un personaggio meraviglioso come Drusilla Foer, mattatrice delle scene teatrali italiane e campionessa di ironia colta, così come il ritorno di Ornella Muti suona come un tributo più che doveroso ad un’icona del cinema italiano.

E poi un bouquet di concorrenti che va dai decani Iva Zanicchi e Gianni Morandi a Sangiovanni, passando per Fabrizio Moro e Rkomi, capace di soddisfare tutte le fasce di pubblico e, si spera, anche di suscitare dibattiti accesi oltre alle solite diatribe guelfo-ghibelline tra i sostenitori del “largo al nuovo” e quelli dei “ah i bei tempi andati”.

Sommo officiante ancora una volta Amadeus con il Piano B Antonella Clerici nel caso che il Covid – e qui ogni scongiuro, anche il più pecoreccio, è d’uopo – decida di metterci la sua lurida zampetta.

Esaurito il preambolo sia da qui in avanti concesso un po’ di sano campanilismo: il Festival 2022 vedrà la presenza, più o meno diretta, di vicentini di spicco del panorama musicale vicentino. Di alcuni di loro si era parlato in un articolo di non tanto tempo fa (https://www.tviweb.it/musica-la-splendida-invasione-dei-vicentini/) e proprio tre fra i rappresentanti di maggior rilievo saranno impegnati in “compiti” differenti nel corso delle varie serate.

Come si accennava poco sopra Sangiovanni sarà in gara tra i big con la sua “Farfalle”, scritta insieme a Tognini e La Cava, e che a giudicare dal testo potrebbe rivelarsi una salutare boccata d’aria fresca.

A conferire ulteriore spessore alla compagine berica sarà Madame – passata oramai da “sicura promessa” a “solida conferma” – questa volta autrice di “Scatola”, scritta per Laura Pausini che la presenterà nella sua apparizione tra i super-ospiti: un vero incontro di due generazioni e di modi far musica differenti solo all’apparenza. A proposito della collaborazione con la cantautrice di Creazzo la Pausini ha tra l’altro dichiarato che «Poi…le nostre chiacchierate, un po’ da psyco, te che mi insegni le parole che si dicono oggi, e io che ti chiedo se non era più semplice usare quelle originali in italiano ( parola di boomer ).

…poi io che ascolto raccontare le tue verità, le tue idee. Riconosco tante cose di me stessa a 20 anni osservandoti.».

A completare il quadro c’è il debutto di Francesca Michielin – lo scorso anno tra i big in coppia con Fedez – come direttrice d’orchestra: a lei infatti è affidato il compito di accampagnare Emma Marrone nella sua “Ogni volta è così”. È stata proprio la cantante bassanese a proporsi ad Emma che ha immediatamente accettato ed è un ulteriore salto di qualità nella carriera dalla Michielin.

Siccome il presente viene dal passato è doveroso ricordare altri due illustri vicentini che in Festival precedenti hanno illuminato una il palcoscenico e l’altro la buca dell’orchestra.

Flo Sandon’s – già protagonista celebrata in un pezzo apparso qui qualche mese fa (https://www.tviweb.it/la-vicentina-che-vinse-sanremo-la-mitica-flo-sandons/) – e vincitrice del Festival del 1953 con “Viale d’Autunno” è entrata di diritto nella storia della musica cosiddetta “leggera” e lo ha fatto con la classe di una gran signora.

L’altro mito vicentino è Gianni Ferrio: compositore di canzoni e colonne sonore per filmi importanti, arrangiatore e direttore d’orchestra che ha attraversato quasi dieci lustri regalando al pubblico capolavori assoluti come “Piccolissima serenata”, “Parole parole” e “Non gioco più”, spesso in collaborazione con Mina.

Ferrio fu a Sanremo come direttore in tre edizioni: nel 1959 e nel 1962, per ritornare poi nel 2007 di nuovo nuovamente come direttore d’orchestra oltre che in veste di compositore di Meglio così, interpretata da Jonny Dorelli.

Se Vicenza avesse memoria a Ferrio bisognerebbe almeno co-intitolare il Conservatorio cittadino.

Noi – occhio, non è un “plurale maiestatis” ma la collettività dei miei amici più cari – che la puzza sotto il naso non ce l’abbiamo stiamo già organizzando seratone televisive a base cibo e musica, non necessariamente in quest’ordine.

Alessandro Cammarano

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