Ruba il rosario ai morti e l'argento agli anziani, vicentina nei guai
Un intervento della polizia di Vicenza ha permesso di far luce su alcuni misteriosi episodi di furto accaduti a Vicenza negli ultimi mesi. Fra questi anche quello dei rosari, sottratti alle salme all’obitorio dell’ospedale San Bortolo di Vicenza. Nei guai un 46 enne vicentina, madre di due figli, che versa in una difficile situazione economica e che è seguita dai servizi sociali.
FURTO D’ARGENTO.
L’intervento che ha permesso di capire chi fosse il responsabile dei furti di rosari risale a mercoledì 21 ottobre 2015. Viene richiesto l’intervento della polizia in un’abitazione di Corso Padova a Vicenza. Un 84 enne e la figlia, hanno riferito agli agenti che, durante i lavori di pulizia della casa, si erano accorti che sono svaniti nel nulla diversi oggetti in argento, perlopiù vasellame. L’uomo racconta di vivere da solo, di non uscire mai di casa e che vi è una sola persona estranea entrata nell’abitazione di recente. I sospetti si concentrano quindi su una donna, di 46 anni, che abita in zona e che versa in una difficile situazione economica. L’anziano riferisce di aver dato alla donna qualche euro, per aiutarla. Ogni tanto lei è andata a trovarlo negli ultimi mesi.
In passato l’anziano si era già accorto che mancava un oggetto in argento. Messa alle strette la donna aveva confessato di averlo prelevato e portato da un compro oro. L’uomo era andato e l’aveva recuperato, pagandolo. Segnala quindi la donna e la polizia scopre che è già nota alle forze dell’ordine.
I PRECEDENTI.
Si scopre che già fra il 2011 e il 2012 era stata denunciata. Aveva rubato ad un’anziana un oggetto in argento e l’aveva portato al compro oro. Anche in quel caso la vittima era andata a recuperarlo, pagandolo circa 650 euro. Non solo, aveva anche rubato ad un anziano un libretto degli assegni ed aveva tentato di cambiarne un paio. Ma l’operazione era stata bloccata. Ancora: rubò una pelliccia ad una dipendente di un’agenzia di assicurazione. Anche in quel caso il maltolto venne recuperato. Solo l’anziano al quale fu rubato il libretto degli assegni sporse denuncia. Negli altri due casi vi fu la remissione di querela perché le vittime, rendendosi conto della situazione economica della donna non se la sentirono di adire per vie legali.
I ROSARI.
Tornando all’anziano di Corso Padova, la polizia ottiene di poter perquisire l’abitazione della donna e vi trova una bicicletta rubata e una tessera sanitaria di una vicina di casa.
Quando viene portata negli uffici della questura, viene riconosciuta come la responsabile dei furti all’obitorio. Un agente della polizia ospedaliera la riconosce. Le immagini di videosorveglianza dell’obitorio mostrano chiaramente che la responsabile è lei. La donna, piangendo, ammette il furto e nella sua abitazione vengono trovati 17 rosari, di poco valore. Il suo intento era probabilmente quello di trovarne qualcuno in argento, per poterlo rivendere.
Alla fine viene denunciata per ricettazione (la bici rubata) per furto all’obitorio. La denuncia per il furto d’argento in casa dell’anziano in Corso Padova arriva dopo che gli agenti delle volanti trovano una pubblicità di un compro oro nella sua abitazione. Recatisi nel negozio, individuano una ciotola in argento appartenente all’anziano. Il resto della refurtiva è probabilmente già stato fuso. Il danno subito dall’ultima vittima è di circa 4000 euro.
P.U. – Tviweb

















