25 Giugno 2019 - 11.42

Rotary Refugee Training Project: un primo bilancio

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Uno dei partecipanti già al termine del corso teorico ha ricevuto un’offerta di lavoro; un altro sta terminando il tirocinio in azienda e ha già ricevuto dal titolare la proposta di assunzione; altri tre stanno concludendo il tirocinio in azienda con buone prospettive di trovare un’occupazione; il sesto al termine del corso si è trasferito in un altro stato.

È positivo l’esito del primo corso di formazione al Centro di Formazione Professionale S. Gaetano di Vicenza e del successivo tirocinio in aziende del settore carpenteria-saldatura attivati nell’ambito del Rotary Refugee Training Project, che vede coinvolti il Rotary, la Caritas Diocesana Vicentina e lo stesso Centro di Formazione S. Gaetano. Sei le persone straniere con lo status di protezione umanitaria coinvolte nella prima fase del progetto, nato allo scopo di dare loro un futuro lavorativo e allo stesso tempo dare sostegno ad un settore industriale, quello della carpenteria-saldatura, che fatica nella nostra area a trovare addetti nonostante l’elevata richiesta.  

Il Rotary Refugee Training Project è un progetto proposto dal Rotary Club Vicenza e dal Rotary Club di Burlington (Iowa – USA) con il coinvolgimento di altri due Rotary Club della provincia di Vicenza (Arzignano e Vicenza Nord – Sandrigo) e di altri tre Rotary Club Americani (Fort Madison, Mt. Pleasant Noon, Mt. Pleasant Evening), assieme ai Distretti Rotary e alla Rotary Foundation internazionale.

Sostenuto da un impegno finanziario del Rotary pari a 67.300 dollari (circa 60 mila euro), ha come detto lo scopo di favorire l’inserimento lavorativo di soggetti che hanno già ottenuto la protezione e il diritto di soggiorno presso il nostro paese, a scopo di agevolarne l’integrazione.

Nei giorni scorsi si è concluso anche il secondo corso teorico e pratico, che ha coinvolto altri 9 stranieri che hanno ottenuto la protezione umanitaria. Oggi 7 di loro hanno ricevuto il relativo attestato ed entro la fine del mese di giugno inizieranno il loro tirocinio in azienda.

Erano presenti il referente del progetto per i Rotary Club italiani Pierluigi Zanco, il referente del progetto per i Rotary Club statunitensi Robert Miller, il direttore di Caritas Diocesana Vicentina don Enrico Pajarin, il direttore del Centro di Formazione San Gaetano Paolo Faccin, Bruno Segala, ossia uno degli imprenditori (è titolare della Helvi di Sandrigo) che stanno ospitando nelle loro aziende i tirocini e che ha espresso la volontà di assumere il proprio tirocinante,e l’assessore alla famiglia e alla comunità della Città di Vicenza Silvia Maino la quale, fin dall’inizio vicina al progetto, ha personalmente consegnato gli attestati.

Le caratteristiche del progetto.

La Caritas Diocesana Vicentina si è occupata di selezionare i 15 partecipanti, tutti provenienti da paesi africani, e di seguirli per gli aspetti logistici ed organizzativi, mentre il Centro di Formazione Professionale S. Gaetano ha ospitato i due corsi teorico-pratici di 120 ore, propedeutici ai successivi tirocini professionali di 3 mesi presso industrie della nostra area, allo scopo di favorire un inserimento nella nostra realtà produttiva, in un campo professionale, quello della carpenteria-saldatura, nettamente deficitario nel nostro contesto produttivo.

Tutte le spese della formazione sono a carico del Rotary: i partecipanti, dopo il riconoscimento del permesso di soggiorno, non hanno infatti più alcuna copertura economica governativa. Grazie all’appoggio delle strutture di accoglienza della Caritas Diocesana Vicentina, nel primo mese corrispondente al corso teorico hanno assicurati anche vitto e alloggio. Nei 3 mesi del tirocinio pratico ricevono, sempre con fondi Rotary, una remunerazione mensile di 450 euro, come previsto dalla Legge Regionale a riguardo, con cui provvedere al loro mantenimento. L’intera attività formativa è favorita anche dall’affiancamento di una equipe multidisciplinare composta da psicologa, educatore ed esperto in inserimenti lavorativi, per agevolare l’integrazione anche sociale dei partecipanti.

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