30 Agosto 2021 - 12.15

Riaprono le scuole: “tenete aperte le finestre”!

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In questi giorni sulle pagine di giornali e media è tutto un fiorire di “vademecum” sulle regole che scandiranno l’apertura dell’anno scolastico.
D’altronde è comprensibile che a fine agosto, quando mancano poco più di una decina di giorni all’inizio delle lezioni, i genitori, gli alunni ed il personale della scuola vogliano sapere cosa li attende.
Che in Italia, come ormai succede in tutti i campi della vita civile, la “confusione regni sovrana”, ormai è un qualcosa che sembra non turbarci più, e le misure di contenimento del Covid, fra Green Pass all’amatriciana, manifestazioni No Vax, e quant’altro, rappresentano la “cartina di tornasole” di un Paese che vive di “pressapochismo”, di superficialità, di arroganza, di ignoranza.
Ma l’apoteosi di questo “modus vivendi” credo si raggiunga proprio nel mondo della scuola.
Dopo la parentesi di Lucia Azzolina, che passerà alla storia come il Ministro dei banchi a rotelle, le è subentrato Patrizio Bianchi, ex Rettore dell’Università di Ferrara, che non va dimenticato è stato il coordinatore della Task force messa in piedi dalla stessa Azzolina per fronteggiare le prime ondate dell’emergenza, il che porta inevitabilmente a concludere che dell’incapacità gestionale degli ultimi due anni almeno un po’ di responsabilità l’abbia avuta anche lui.
Mi colpisce che a Bianchi venga spesso affiancato dai commentatori il termine “prodiano”, suscitando il dubbio che questo collegamento politico, e non la competenza, sia stato il motivo della sua nomina ai vertici del Ministero dell’Istruzione.
Ma al là delle polemiche politiche, che non mi competono, da “nonno” ho provato a mettere in file le norme e le indicazioni fin qui “partorite” dai vertici romani, tutte improntate sulla parola d’ordine “scuola sempre in presenza al 100%”.
Mascherine: l’obbligo di indossarle rimane per tutti gli studenti dai 6 anni in su, anche se da qualcuno si è ventilata la possibilità di costituire classi senza obbligo di protezione in quanto composte da ragazzi tutti vaccinati. Su questa ipotesi, che giudico ragionevole, incombe però, come sempre, il problema della Privacy, perché secondo il Garante nessuno può chiedere ai ragazzi se sono immunizzati. Obbligo di mascherina previsto anche nelle palestre, ma non all’aperto, purché si rispetti la distanza di due metri. Le mascherine ammesse in aula, solo quelle chirurgiche, saranno fornite dalle scuole.
Green Pass: affronto subito questo tema perché anche in questo caso un grosso ostacolo viene sempre dalla Privacy (io credo che di questo passo in Italia di privacy si morirà), che vieta di richiedere agli insegnanti come abbiano ottenuto il Pass vaccinale, se con tampone o con vaccino. Di conseguenza detta verifica andrebbe fatta ogni mattina, per cui è facile prevedere code quotidiane di insegnanti in attesa della verifica, con tempi di attesa biblici. Il Ministero ha annunciato un sistema di controllo informatico, ma nessuno sa come e soprattutto quando. Non va poi sottaciuta la rivolta in atto da parte del personale No Vax, che sicuramente aumenterà il caos nell’assegnazione delle cattedre.
Misura della temperatura: deve essere effettuata a casa, prima di andare a scuola.
Distanze nelle aule: viene confermata la regola dello scorso anno della distanza di un metro fra un banco e l’altro, e due metri per la cattedra. Ma con l’ innovazione che detta distanza potrà essere rispettata “ solo ove le condizioni lo permettano”. Di fatto non più un obbligo, ma una semplice raccomandazione, che equivale a dire un bel “fate un po’ come vi pare”!
Orari di entrata: anche in questo caso i turni con orari diversificati per l’ingresso a scuola dovranno essere organizzati “ove possibile”. Alla faccia delle regole chiare ed uniformi!
Trasporti: Qui non ho problemi a parlare di vero e proprio caos. Non esiste un piano nazionale, e tutto viene lasciato alle decisioni della singola Regione o Prefettura. La capienza dei mezzi resta fissata all’80%, ma si litiga a tutti i livelli su chi dovrà fare i controlli, che molto probabilmente alla fine non farà nessuno.
Cosa succede in caso di positività al virus: Qui arriviamo al parossismo normativo, in quanto si capisce che di fatto di saranno quattro diversi tipi di quarantena, legati alla vaccinazione ed alle varianti.
Ci vorrebbe un trattato per spiegarle, ma in estrema sintesi si può dire che il contatto con un positivo comporta una quarantena di solo 7 giorni (con tampone molecolare finale) se si è vaccinati, ma i giorni diventano invece 10 se non si è vaccinati (con tampone molecolare fra il 10 ed il 14 giorno dal contatto). Va da sé che per le classi con alunni in quarantena tornerà la Didattica a distanza, con possibilità che sia “mista”, cioè con ragazzi in presenza ed altri a casa.
Non varrei fare la Cassandra di turno, ma vista la maggiore infettività per i più giovani della variante Delta in circolazione, una bella dose di Didattica a distanza mi sembra garantita anche quest’anno.
Sono poi previsti tempi diversi di quarantena a seconda della variante oggetto del contagio, con diversi tempi di isolamento.
Misure di sicurezza: ho volutamente tenuto per ultimo questo tema perché qui si raggiungono vette che hanno dell’incredibile. Sembra che qualche scuola, poche in verità, abbia comprato macchine ionizzatrici, ma per il resto la soluzione proposta è quella dell’anno scorso: “Aprite le finestre”!
Mi permetto al riguardo di riportare il testo emesso dal Ministero per la corretta aerazione dei locali: “Nelle aule scolastiche, è opportuno tenere aperte leggermente e contemporaneamente una o più ante delle finestre e/o di eventuali balconi e la porta dell’aula in modo intermittente o continuo. Questa misura può raggiungere la massima efficienza se le finestre, i balconi e le porte si trovano su entrambi i lati dell’aula (ventilazione incrociata) e dovrà essere adottata anche nelle giornate con avverse condizioni meteorologiche, rimodulando la frequenza e i periodi di apertura delle ante di finestre, di balconi e delle porte (che per compensare devono essere più frequenti e per periodi più lunghi) e limitando, allo stesso tempo, l’impatto delle condizioni meteo esterne”.
Il massimo dell’ipocrisia applicata alla normativa!
Ventilazione incrociata, avverse condizioni meteorologiche? Ma di che caspita parlano?
Come se a Roma non sapessero che esiste l’inverno, e che le correnti di aria gelida rischiano di congelare i ragazzi, e di farli ammalare, con conseguente profluvio di tamponi.
Ricordo a Lor Signori che per non scrivere fregnacce, basterebbe rifarsi ai vecchi detti delle nonne, che al riguardo qui in Veneto dicevano: “Sole de vero, e aria de fessura, manda l’omo in sepoltura!”
Questo lo stato dell’arte addì 30 agosto dell’anno del Signore 2021, ma la materia è per definizione incerta, e nuovi decreti, protocolli, circolari, sono sempre da mettere in conto.
E’ veramente arduo, in questa situazione cercare di fare il punto, se dopo due anni di scuole praticamente chiuse siamo ancora al “tenete aperte le finestre”.
Certo il 13 settembre i nostri ragazzi torneranno in aula, ma la scuola continuerà a funzionare fra regole da perfezionare, piattaforme informatiche di là da venire, forse 100mila insegnanti e bidelli No Vax da sostituire, mezzi pubblici sovraffollati, genitori frastornati se non incavolati.
Che Dio salvi l’Italia.

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