11 Gennaio 2022 - 18.00

La morte di Sassoli e gli sciacalli no-vax senza etica né pietà

Ma che società è quella in cui non si riesce più ad avere rispetto nemmeno per la morte di un uomo?Non parlo di compassione, di misericordia, di coinvolgimento, sentimenti che purtroppo si stanno lentamente spegnendo.  Parlo semplicemente di rispetto, perchè si può essere anche avversari politici, o non condividere l’operato di una persona, ma la morte, anche del peggior nemico, merita rispetto. Un esempio di come il cinismo e la brutalità dei vivi nei confronti dei morti possa spingersi fino a livelli quasi inimmaginabili lo abbiamo visto oggi, in occasione della scomparsa di David Sassoli. Noi sono qui per elencare i suoi meriti di giornalista e politico, od i valori da lui sempre perseguiti, od il suo essere persona perbene e discreta.Non sta a me farlo!Ma non posso non dirmi indignato di fronte alla vera e propria macchina del fango messa in scena dal mondo No Vax.Il mezzo prediletto è sempre il web, in cui qualsiasi leone da testiera può dire impunemente le cose più ignobili con la garanzia dell’anonimato.Solo uno sciacallo può postare una frase come questa: “Ogni tanto una buonissima notizia. Se ne va mr. ‘Il green pass non è discriminatorio’ Sassoli. Adesso venitevi a prendere gli altri, grazie”.Oppure ““Il poveretto è stato fottuto pure lui, lui le punturine se le è fatte vere a differenza degli altri suoi compagni di merende”.  E ancora “Ha guidato il gregge fino al baratro e ci è caduto pure lui”, “Se l’aguzzino della tua vita muore, se l’assassino dei tuoi figli muore è sempre una buona cosa. Dio lo vuole Dio è in noi e con noi”.O un dialogo come questo postato su Telegram: “E’ morto Sassoli, bene anzi benissimo, anche se fosse successo per mani altrui”, “Ricordiamo che è stato male dopo la punturina ma non lo dicono”. Il commento a questi deliri è stato: “Non ne moriranno mai abbastanza per vendicare tutte le persone assassinate per mano di quelli come lui che hanno partecipato al truffacovid”.Nulla serve a fermare quest’odio, nemmeno la verità.  E la verità è che David Sassoli dieci anni fa aveva subito un trapianto di midollo a seguito di un mieloma, un tumore delle plasmocellule, che porta appunto a disfunzioni del sistema immunitario. Malattia che Sassoli non ha mai voluto raccontare, continuando a lavorare con coraggio e tenacia fino alla fine.Per i negazionisti, per coloro che senza mascherina deridono od offendono chi segue seriamente le misure sanitarie, la verità è solo quella che raccontano loro, dando vita ad un meccanismo che funziona come una favola, la cui efficacia non sta nella veridicità, ma nelle suggestioni che riesce a suscitare, nei dubbi e nelle paure che riesce ad instillare.Al di là della rabbia, dello sconcerto, rimane una sorta di smarrimento di fronte a questa diffusione di fake news che stanno sempre più trasformandosi in veri e propri incitamenti all’odio.Non nascondo di essere preoccupato per il futuro, perchè, al di là di come uno la pensi sui vaccini, una società che perde il rispetto dei morti rischia di smarrire ogni base etica, di cancellare millenni di storia della civiltà, di collocarsi al livello degli animali.

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