IL MONDO GUARDA A MILANO-CORTINA, MA C’È UN’ALTRA OLIMPIADE DAVVERO SPECIALE, CHE VIVE OGNI GIORNO
Mentre i riflettori internazionali sono puntati sull’Italia per le Olimpiadi invernali, esiste un universo sportivo che lavora lontano dalle cerimonie inaugurali e dai grandi palcoscenici, ma che incarna forse più di ogni altro lo spirito autentico dello sport. È quello di Special Olympics, il programma di allenamento e competizioni dedicato alle persone con disabilità intellettiva, nato negli Stati Uniti negli anni Settanta e diventato oggi un patrimonio condiviso a livello globale. A raccontarlo è il vicedirettore regionale di Special Olympics Italia, che ogni giorno coordina attività, atleti, famiglie ed enti dimostrando che lo sport è possibile – e necessario – anche in presenza di disabilità gravi. Dopo aver ospitato lo scorso anno un grande evento internazionale, l’Italia si prepara ora ad accogliere i Giochi estivi 2026 a Lignano Sabbiadoro, con 1.500 atleti attesi, confermando l’esistenza di una rete viva e capillare di associazioni che, lontano dai riflettori, continua a dire al mondo che lo sport è davvero di tutti.
















