19 Gennaio 2026 - 16.25

Gen Z ossessionata dal 2016: perché i social stanno tornando all’anno “più felice” di Internet

Era davvero meglio prima? A giudicare dai social network, la risposta è sì. Dall’inizio del 2026 la rete è attraversata da una vera e propria ondata di nostalgia che ha riportato al centro un anno preciso: il 2016. Foto, video, filtri, look e mode di quell’epoca stanno riempiendo TikTok, Instagram e X, trasformando quell’anno in una sorta di rifugio collettivo.

Il 2016 viene ricordato come un tempo più semplice: era prima della pandemia, l’ultimo anno della presidenza di Barack Obama prima dell’elezione di Donald Trump, un periodo senza inflazione galoppante, senza la guerra in Ucraina e con una cultura pop percepita come più leggera. Persino la musica diventa simbolica: all’epoca i Coldplay non avevano ancora inciso un duetto con Beyoncé. In sintesi, alla celebre domanda cantata da Christophe Maé, “Dov’è la felicità?”, molti utenti online rispondono oggi senza esitazione: nel 2016.

C’è chi arriva a sostenere che “il 2026 sia il nuovo 2016”. I numeri sembrano dare forza a questa percezione. Le ricerche legate a quell’anno sono aumentate del 452% e, in una sola settimana, sono stati pubblicati oltre 55 milioni di video a tema. La tendenza è particolarmente forte in Francia, ma si sta diffondendo rapidamente anche in Spagna e negli Stati Uniti.

Non si tratta solo di utenti comuni. Anche le celebrità hanno cavalcato il fenomeno: l’attrice Eva Longoria ha condiviso una propria foto utilizzando il celebre filtro “cane” di Snapchat, simbolo di quell’epoca, mentre David Guetta ha rispolverato il ricordo della stretta di mano con Cristiano Ronaldo durante gli Europei di calcio del 2016.

A guidare questa nostalgia è soprattutto la Generazione Z, composta da giovani nati tra la fine degli anni ’90 e la fine degli anni 2010. Per loro il 2016 rappresenta un momento di spensieratezza: era dieci anni fa, una soglia simbolica che spesso porta a guardarsi indietro. Ma c’è anche una spiegazione più profonda. Secondo Élodie Gentina, docente e specialista della Generazione Z, si tratta di una generazione “molto ansiosa”, cresciuta in un mondo attraversato da crisi economiche, finanziarie, ecologiche, digitali e persino filosofiche. “I giovani di oggi vivono nel presente – spiega – ma hanno bisogno di rivivere il passato per rassicurarsi, trovando in esso una sorta di rifugio simbolico”.

Non è la prima volta che un decennio diventa oggetto di culto online: già in passato i social avevano riscoperto gli anni ’90 e i primi Duemila. Ma il caso del 2016 è particolare perché non è così lontano nel tempo e coincide con l’ultimo periodo percepito come “normale” prima di una serie di eventi globali che hanno cambiato radicalmente il mondo.

Così, tra filtri vintage, playlist nostalgiche e vecchie foto di Snapchat, il 2016 diventa l’anno in cui tornare idealmente quando il presente appare troppo complesso. Un’epoca recente, ma ormai mitizzata, che per milioni di utenti rappresenta la risposta più semplice a una domanda sempre attuale: quando eravamo davvero felici?

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Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

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