12 Gennaio 2026 - 10.27

Dopo la Barbie con diabete arriva quella autistica


A soli sei mesi dal lancio della sua prima bambola con diabete di tipo 1, l’azienda americana Mattel presenta una nuova Barbie pensata per rappresentare la neurodivergenza: la prima Barbie autistica. Il modello entrerà a far parte della linea Barbie Fashionistas ed è stato progettato affinché sempre più bambini «possano riconoscersi in Barbie», spiegano le sue creatrici. L’obiettivo è anche quello di incoraggiare i più piccoli a giocare con bambole che riflettano il mondo reale in tutta la sua diversità.

La nuova Barbie è stata sviluppata in collaborazione con l’organizzazione americana Autistic Self Advocacy Network, con l’aiuto di specialisti dell’autismo. La bambola è pensata per rappresentare alcuni dei modi in cui i bambini autistici possono percepire, elaborare e comunicare con il mondo. L’autismo, ricordano gli esperti, è una forma di neurodivergenza che influenza il modo in cui una persona vive e interagisce con la società. Le sue caratteristiche variano molto da individuo a individuo, ma secondo l’Organizzazione mondiale della sanità più di un bambino su 100 rientra nello spettro autistico.

Il modello presenta una serie di caratteristiche specifiche studiate per essere realistiche e rispettose. Gli occhi sono leggermente inclinati, a indicare il modo in cui alcune persone autistiche evitano il contatto visivo diretto. Gomiti e polsi sono completamente articolati, così da permettere alla bambola di compiere movimenti fisici ripetitivi, come i gesti di stimolazione sensoriale o lo sventolio delle mani, che per molte persone autistiche sono un modo di elaborare gli stimoli o esprimere le emozioni.

Anche gli accessori sono stati scelti con attenzione. La Barbie tiene in mano uno spinner rosa, pensato per aiutare a ridurre lo stress, e indossa cuffie antirumore per limitare il sovraccarico sensoriale. L’outfit è composto da un abito ampio a maniche corte con strisce viola e una gonna fluida, progettati per ridurre al minimo il contatto del tessuto con la pelle. Ai piedi porta scarpe viola con suola piatta, per garantire stabilità e facilità di movimento.

Il lancio della Barbie autistica si inserisce in un percorso di trasformazione iniziato da Mattel negli ultimi anni. Sebbene le prime Barbie risalgano alla fine degli anni Cinquanta, prima del 2019 non esisteva alcuna bambola con disabilità. Oggi la linea include Barbie cieche, in sedia a rotelle, con sindrome di Down, con protesi, con vitiligine e con apparecchi acustici. Anche Ken è stato declinato in versioni inclusive: con una gamba protesica, su una sedia a rotelle con rampa e con apparecchi acustici.

Con questa nuova uscita, Mattel rafforza l’idea che il gioco possa essere uno strumento per conoscere e accettare le differenze, offrendo ai bambini la possibilità di riconoscersi e di riconoscere gli altri in un universo di personaggi sempre più vicino alla realtà.

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