20 Ottobre 2016 - 18.56

VENETO – L’ora decisiva per la Sanità

Per essere aggornato sulle notizie del Veneto iscriviti al gruppo Facebook: VENETO NOTIZIE

Quelli che stanno per arrivare sono giorni importanti per la sanità veneta, dopo oltre un anno di dibattiti sul progetto di legge che riforma il settore

È trascorso oltre un anno dal 29 giugno 2015, quando in consiglio regionale del Veneto era stato presentato un progetto di legge per riformare la sanità locale il cui primo firmatario era Luca Zaia, presidente della Regione. Un progetto ampiamente promosso in fase di campagna elettorale e finalizzato a ridisegnare la sanità del Veneto.
Ebbene, quel testo è passato attraverso varie audizioni e limature: un percorso estenuante al punto che il dibattito ha superato le 100 ore di discussione in 32 sedute. Vicenda grottesca che sta portando l’assemblea veneta ad una paralisi operativa e che adesso dovrebbe essere arrivata ad un punto di svolta.
È stato lo stesso presidente della regione Zaia a precisarlo: quella che stiamo vivendo dovrà essere una “settimana decisiva” per varare definitivamente la riforma sanitaria, il cui fulcro principale sarà la riduzione delle Ulss, aziende sanitarie regionali, dalle attuali 21 a 9 totali, per un risparmio quantificabile tra i 70 e gli 80 milioni di euro.
Le Ulss saranno una per provincia, con l’eccezione proprio per Vicenza che, insieme a Venezia, ne avrà due: quella del capoluogo e quella di Bassano. Condizione che mette la provincia di Vicenza in posizione di vantaggio rispetto alle altre, in quanto ogni Ulss del territorio vicentino andrebbe a servire circa 400-500 mila abitanti; questa situazione ha fatto gridare in molti allo scandalo, paventando un possibile favoritismo per il territorio vicentino.
L’empasse regionale è comunque una situazione che tutti si augurano sia giunta al capolinea, poiché ha causato un blocco operativo. Eppure sono diverse le questioni in campo sanitario da affrontare nella regione. La cannabis terapeutica ne è un esempio.
L’utilizzo di farmaci nati impiegando semi di CBD nella fase di coltivazione era stato approvato con legge regionale nel 2012, tra le prime in Italia. Oggi la regione risulta tra quelle che viaggiano a ritmi più lenti; una marcia indietro dovuta alla lentezze dei decreti attuativi (circa 2 anni). E a criteri molto stringenti sull’utilizzo della cannabis per curare i malati.
Come risultato di tutto questo, in Veneto ad oggi la cannabis medica viene impiegata per un numero ristrettissimo di patologie e su pochissimi pazienti. A Vicenza ad esempio, è arrivata nelle farmacie soltanto lo scorso febbraio.
Altra questione sanitaria aperta è quella legata ai vaccini: il caso nasce da un’interrogazione parlamentare presentata dalla deputata Pd Daniela Sbrollini al ministro della Salute. Tema dell’interrogazione, il crollo del tasso dei vaccini in Veneto: una copertura scesa di vari punti percentuali dal 2007 ad oggi, e che potrebbe creare problemi di salute nella regione.
Il tutto mentre l’assemblea regionale è ferma da mesi senza trovare un accordo sulla riforma del settore.

Per essere aggornato sulle notizie del Veneto iscriviti al gruppo Facebook: VENETO NOTIZIE

Potrebbe interessarti anche:

VENETO - L’ora decisiva per la Sanità | TViWeb VENETO - L’ora decisiva per la Sanità | TViWeb

Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

Luca Faietti Direttore Fondatore ed Editoriale - Arrigo Abalti Fondatore - Direttore Commerciale e Sviluppo - Paolo Usinabia Direttore Responsabile

Copyright © 2026 Tviweb. All Rights Reserved | Tviweb S.R.L. P.Iva E C.F. 03816530244 - Sede Legale: Brendola - Via Monte Grappa, 10

Concessionaria pubblicità Rasotto Sas

Credits - Privacy Policy