22 Maggio 2026 - 9.26

Pedopornografia online, blitz della Polizia nel Nord Italia: due arrestati a Venezia e Vicenza

Una complessa attività investigativa finalizzata al contrasto della diffusione di materiale pedopornografico online si è conclusa con due arresti in flagranza di reato e una denuncia a piede libero. L’operazione, denominata convenzionalmente “LUX CONTRA TENEBRAS”, è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Venezia e condotta dagli specialisti del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica del Veneto, in costante raccordo con il Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (CNCPO).

Le indagini e i profili degli indagati

Le investigazioni tecniche sono scaturite dal monitoraggio della rete Internet e dall’analisi delle tracce digitali lasciate dagli utenti durante le attività di navigazione e condivisione. Gli accertamenti, protrattisi per diversi mesi, hanno permesso di risalire all’identità di tre soggetti residenti nel Nord Italia, tutti incensurati e residenti nelle province di Venezia, Vicenza e Brescia.

Secondo quanto emerso dall’inchiesta, i tre indagati appartengono a contesti sociali e professionali eterogenei e conducevano una vita apparentemente ordinaria. Il tratto comune riscontrato dagli inquirenti era l’elevata familiarità con gli strumenti informatici e l’utilizzo di piattaforme e software dedicati allo scambio illecito di contenuti connessi allo sfruttamento sessuale di minori.

Scattano le perquisizioni e gli arresti

Nel corso delle perquisizioni domiciliari eseguite dagli operatori della Polizia Postale, per due dei soggetti è scattato l’arresto in flagranza:

  • In provincia di Venezia, un uomo di 66 anni è stato sorpreso dagli investigatori proprio mentre, tramite reti di scambio criptate sul proprio computer, scaricava e condivideva numerosi file pedopornografici.
  • In provincia di Vicenza, un uomo di 49 anni è stato tratto in arresto poiché trovato in possesso di oltre 500 video di natura pedopornografica memorizzati nei propri dispositivi informatici.

Per entrambi gli arrestati, il Pubblico Ministero di turno della Procura veneziana ha disposto la misura degli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida. Il terzo soggetto, residente nel Bresciano, è stato invece deferito all’Autorità Giudiziaria in stato di libertà.

Il materiale sequestrato e la cooperazione internazionale

Le attività di polizia giudiziaria hanno portato al sequestro di numerosi supporti informatici – tra cui computer, smartphone, supporti di archiviazione digitale e account telematici – all’interno dei quali sono state rinvenute centinaia di immagini e video raffiguranti minori, anche in tenerissima età, vittime di gravissimi abusi sessuali.

Tutto il materiale informativo sequestrato sarà ora sottoposto ad approfondite analisi forensi da parte della Polizia Postale per accertare l’esistenza di eventuali reti di condivisione più ampie, sia a livello nazionale che internazionale. Parallelamente, sono stati attivati i canali della cooperazione internazionale di polizia con l’obiettivo di identificare le giovani vittime ritratte nei file, che nella maggior parte dei casi risultano trovarsi all’estero.

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