8 Maggio 2026 - 11.52

Veneto – Ragazza parla solo con l’algoritmo: primo caso di dipendenza da intelligenza artificiale in cura al SerD

Una dipendenza che non nasce da sostanze, ma da una relazione digitale con un algoritmo. A Venezia una giovane donna di circa 20 anni è stata presa in carico dal Servizio per le Dipendenze (SerD) dell’Ulss 3 Serenissima per quello che viene descritto come il primo caso di “dipendenza comportamentale da intelligenza artificiale”.

La notizia è stata riportata da Il Gazzettino, che evidenzia come finora, nell’esperienza dei SerD, le dipendenze comportamentali fossero legate soprattutto a gioco d’azzardo, shopping compulsivo, uso di smartphone, social network o videogiochi. In questo caso, invece, il legame patologico riguarda un’interazione continuativa con un sistema di intelligenza artificiale, diventato per la paziente un punto di riferimento esclusivo.

A raccontare il fenomeno è la primaria del SerD, Laura Suardi, che parla di una situazione “come la punta di un iceberg” all’interno di un servizio storicamente associato alle tossicodipendenze. Secondo la specialista, il caso non rappresenta una sorpresa assoluta, ma l’evoluzione di fenomeni già osservati nelle dipendenze comportamentali.

Nel rapporto con l’intelligenza artificiale, spiega Suardi, si sviluppa un meccanismo particolare: “l’algoritmo, man mano che impara a conoscerti, sa dare risposte che corrispondono a quanto vorresti sentire, anche più di una persona reale, rafforzando progressivamente quella che sembra una relazione amicale”. Un processo che può diventare critico quando la tecnologia diventa “un unico orizzonte di riferimento”.

Il caso della giovane rientra in quella che viene definita una dipendenza comportamentale, non legata a sostanze ma a attività e relazioni digitali. Una condizione che, secondo gli operatori, si manifesta quando il rapporto con lo strumento tecnologico sostituisce progressivamente le relazioni reali.

Sul fronte terapeutico, la responsabile del SerD sottolinea che non è sufficiente imporre limiti all’uso dei dispositivi digitali. L’intervento richiede un approccio multidisciplinare: competenze psicologiche, psichiatriche e il coinvolgimento della famiglia, considerata centrale nel percorso di cura.

Il SerD dell’Ulss 3 veneziana segue circa quattromila pazienti, tra cui anche altri giovani con dipendenze legate all’uso di videogiochi e smartphone. Il nuovo caso apre quindi uno scenario inedito per i servizi territoriali, chiamati a confrontarsi con forme di dipendenza sempre più legate al mondo digitale e all’interazione con sistemi di intelligenza artificiale.

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