7 Maggio 2026 - 9.55

Identificato il giovane trovato morto nel rio a Venezia: prima della tragedia le chiamate agli amici, «Mi stanno cercando»

Aggiornamento

Emergono nuovi dettagli sulla morte del giovane trovato senza vita martedì mattina nel rio che costeggia corte Amaltea, nel sestiere di Venezia. La vittima è Jamel Mallat, 22enne tunisino residente a Mestre.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il ragazzo sarebbe stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza mentre attraversava da solo corte Amaltea poco prima di finire in acqua. Nelle immagini, il giovane apparirebbe barcollante mentre si dirige verso la riva del Rio de San Polo. Al momento sul corpo non sarebbero stati trovati segni evidenti di violenza o tracce riconducibili a una colluttazione.

A rendere ancora più misteriosa la vicenda sono però alcune telefonate fatte dal 22enne poco prima della tragedia. Ad alcuni amici avrebbe confidato di sentirsi seguito e in pericolo. «Mi stanno inseguendo, mi stanno pedinando», avrebbe detto in una chiamata. A un conoscente residente a Mestre avrebbe invece chiesto ospitalità per la notte, spiegando di avere paura: «Sanno dove vivo, ho paura che vengano a prendermi nel sonno».

L’amico si sarebbe detto disponibile ad accoglierlo, ma Jamel non è mai arrivato nell’abitazione.

Per tutta la giornata successiva gli amici lo hanno cercato tra le calli veneziane, senza sapere che il corpo recuperato poche ore prima dai vigili del fuoco fosse proprio il suo.

Il giovane, originario della Tunisia, viveva in Italia da quando era minorenne. Dopo un periodo trascorso in una comunità per minori non accompagnati, aveva studiato nel Padovano prima di trasferirsi nel Veneziano. Negli anni aveva svolto diversi lavori saltuari, dal cameriere al muratore fino al giardiniere e falegname, nonostante una disabilità a un braccio.

Gli amici sottolineano anche un particolare: Jamel non sapeva nuotare. Per questo chi lo conosce fatica a credere che possa essersi gettato volontariamente in acqua.

Intanto i carabinieri continuano gli accertamenti per chiarire le ultime ore di vita del 22enne. Alcune persone vicine al ragazzo ipotizzano possibili tensioni legate al mondo dello spaccio, ma al momento questa pista non avrebbe trovato conferme investigative.

La Procura sta valutando se disporre l’autopsia sul corpo del giovane. Prima di decidere, il pubblico ministero vuole analizzare attentamente le immagini registrate dalle telecamere della zona per ricostruire con precisione la dinamica della tragedia.

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Dramma nelle prime ore di questa mattina a Venezia, dove un giovane di 25 anni di origine magrebina è stato trovato senza vita nelle acque della laguna dopo un intervento di soccorso scattato all’alba nel sestiere di San Polo.

L’allarme è arrivato intorno alle 5.30, quando è stata segnalata la presenza di tre persone in acqua nella zona di San Polo 2640. Due di loro sono riuscite a mettersi in salvo, recuperate da un’imbarcazione di passaggio e successivamente raggiunte sulle fondamenta, mentre la terza non è più riemersa. E’ poi emerso che le altre due persone erano due turisti polacchi che sono accorsi per salvare il 25enne. Non si sono buttati in acqua ma hanno cercato di tirarlo fuori senza riuscirci.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con due autopompe lagunari dalla sede di Venezia Dorsoduro, supportati dai sommozzatori del nucleo regionale. Le operazioni di ricerca si sono concentrate nell’area antistante la caserma della Guardia di Finanza.

Intorno alle 7.15 i sommozzatori hanno individuato e recuperato il corpo del giovane disperso, purtroppo già privo di vita. Si tratterebbe di uno straniero, trovato vestito e senza documenti. I due giovani polacchi, ritrovati con pochi vestiti sulle fondamenta, sono stati accompagnati dalle forze dell’ordine per fornire elementi utili alla ricostruzione dei fatti, resa complessa anche dalle difficoltà linguistiche. Secondo una prima ricostruzione sarebbero accorsi da una struttura ricettiva situata vicino al luogo della tragedia e sarebbero scesi parzialmente svestiti per salvare l’altro giovane che chiedeva aiuto.

Sul luogo dell’intervento sono intervenuti i carabinieri, la polizia locale e il personale sanitario del Suem 118. Gli investigatori stanno cercando di chiarire cosa sia accaduto e come i tre siano finiti in acqua.

Determinanti potrebbero essere le immagini delle telecamere di sorveglianza della caserma della Guardia di Finanza, che riprendono l’area interessata. Al momento non si esclude alcuna ipotesi.

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