Sette ragazzi vicentini in ospedale dopo una festa per intossicazione: cosa hanno mangiato davvero?

Sette giovani tra i 15 e i 22 anni si sono presentati nel tardo pomeriggio di ieri al Pronto Soccorso dell’ospedale Ospedale San Bortolo con sintomi compatibili con una sospetta intossicazione alimentare: nausea, vomito e, in alcuni casi, dissenteria.
Tutti i pazienti sono stati immediatamente assistiti, sottoposti a prelievi per individuare l’eventuale origine batterica o virale del quadro clinico e trattenuti in osservazione. Le loro condizioni, secondo quanto riferito dai sanitari, non destano preoccupazione: due ragazzi sono già stati dimessi, mentre gli altri sono attualmente in fase di dimissione.
L’allarme scatta in ospedale: casi troppo simili per essere casuali
A destare particolare attenzione è stata la contemporaneità degli accessi e l’assoluta somiglianza dei sintomi presentati. Un elemento che ha spinto immediatamente il personale sanitario a segnalare il caso al Servizio di Igiene e Sanità Pubblica e al Servizio Igiene e Sanità degli Alimenti.
Già nella serata di ieri è stata aperta un’indagine epidemiologica per ricostruire l’origine dell’episodio.
Il punto cruciale: una festa privata
Dalle prime verifiche effettuate dal Dipartimento di Prevenzione è emerso un elemento comune tra tutti i giovani coinvolti: la partecipazione a una festa privata svoltasi sabato 2 maggio in un Comune limitrofo al capoluogo.
Durante l’evento, i partecipanti avrebbero consumato cibo da asporto, ritenuto al momento la possibile origine dell’intossicazione collettiva.
Nella giornata di oggi proseguiranno gli accertamenti sanitari con eventuali ispezioni e il prelievo di campioni alimentari, al fine di identificare con precisione la causa del malessere.
Gli specialisti non escludono alcuna ipotesi: l’obiettivo è stabilire se si sia trattato di una contaminazione batterica, virale o di un problema legato alla conservazione o manipolazione degli alimenti consumati durante la festa.
Nonostante la preoccupazione iniziale, la situazione clinica dei giovani è sotto controllo e l’evoluzione è considerata favorevole. Le autorità sanitarie continuano comunque a monitorare il caso per escludere eventuali ulteriori contagi o episodi correlati.













