7 Maggio 2026 - 15.33

Vicenza – San Felice, confermato il doppio senso per gli autobus. Ecco come cambierà. Benigno (FdI): “Rottura del patto sociale con i cittadini”

Il Comune conferma il doppio senso di marcia per gli autobus in corso Santi Felice e Fortunato e la decisione accende immediatamente la polemica politica sul progetto Metrobus e sulla futura linea rossa del BRT.

Il sindaco Giacomo Possamai e l’assessore alla mobilità Cristiano Spiller hanno illustrato al Comitato San Felice la scelta dell’amministrazione, spiegando che il doppio senso degli autobus rappresenta un passaggio funzionale sia alla pedonalizzazione di piazzale De Gasperi sia alla futura messa in esercizio della linea BRT.

“Abbiamo approfondito le richieste giunte dai comitati e dalle associazioni di categoria – ha spiegato Spiller – ma abbiamo verificato che non era possibile modificare il percorso del BRT già stabilito dal progetto definitivo dell’alta velocità alta capacità ferroviaria”.

L’amministrazione conferma dunque che il futuro BRT transiterà in doppio senso lungo corso Santi Felice e Fortunato, ribadendo anche la volontà di procedere con la completa pedonalizzazione di piazzale De Gasperi, considerata il naturale proseguimento della riqualificazione già avviata in viale Roma.

Il cantiere partirà a metà giugno, al termine dell’anno scolastico. Il progetto prevede la trasformazione di piazzale De Gasperi in una nuova area interamente pedonalizzata: sotto Porta Castello non transiteranno più né autobus né mezzi privati. L’obiettivo dichiarato dal Comune è creare una continuità urbana tra corso Palladio, corso San Felice, viale Roma e il Giardino Salvi.

Secondo Palazzo Trissino, la riorganizzazione del trasporto pubblico consentirà anche di ridurre il numero complessivo dei bus in transito nella zona, grazie alla deviazione di alcune linee extraurbane e all’eliminazione di corse sovrapposte. I 30 posti auto che verranno eliminati da corso San Felice dovrebbero essere recuperati nelle vie limitrofe.

Tra gli interventi annunciati figura anche la riqualificazione di piazzale Giusti e via Battaglione Monte Berico, con un investimento di 450 mila euro. È inoltre prevista l’apertura di un nuovo accesso al Giardino Salvi accanto alla Loggia Longhena, mentre una diversa sistemazione degli stalli permetterebbe di recuperare oltre 20 posti auto nell’area.

Per le attività commerciali, l’amministrazione assicura spazi dedicati alle operazioni di carico e scarico merci in collaborazione con Veloce, oltre alla possibile introduzione di una nuova fermata degli autobus all’incrocio tra corso Santi Felice e piazzale Giusti.

Respinta invece la proposta avanzata dal Comitato San Felice di realizzare una rotatoria davanti al Giardino Salvi per consentire l’inversione degli autobus. Secondo il Comune, la soluzione non sarebbe praticabile a causa dei vincoli monumentali indicati dalla Soprintendenza, dell’impatto sulla continuità urbana tra centro storico e San Felice e dell’allungamento dei tempi di percorrenza del trasporto pubblico. (sotto: le schede esplicative e il comunicato di Alessandro Benigno, presidente cittadino di Fratelli d’Italia).

Ma la conferma del doppio senso ha subito provocato la reazione di Fratelli d’Italia. Alessandro Benigno, presidente cittadino del partito, parla apertamente di “rottura del patto sociale con i vicentini” da parte dell’amministrazione Possamai.

“Il paradosso è che la fase preparatoria prima che entri a regime il metrobus comporterà il doppio senso di marcia degli autobus a gasolio in zone come San Felice, con un aumento dell’impatto ambientale. Alla faccia della sostenibilità”, attacca Benigno.

Secondo l’esponente di FdI, il problema non riguarda più soltanto San Felice ma coinvolge anche il centro storico, via Giuriolo, corso Padova e l’intera parte est della città. “Meno parcheggi, meno accessibilità, meno libertà di movimento, con conseguenze dirette per negozi, famiglie e lavoratori”.

Benigno accusa inoltre il Comune di favorire, indirettamente, la grande distribuzione a scapito del commercio di vicinato: “Questo sistema rischia di provocare desertificazione commerciale e depauperamento urbano”.

Nel mirino anche la filosofia complessiva del progetto. “È l’ennesima furia ideologica travestita da sostenibilità: una sostenibilità ambientale che però non tiene insieme quella economica e sociale”, afferma il presidente cittadino di Fratelli d’Italia, che critica pure la scelta tecnologica del Metrobus: “Si continua a inseguire modelli già superati, mentre altre città investono su tecnologie diverse, come l’idrogeno”.

“La sinistra progressista immagina di poter trasformare Vicenza in un laboratorio ideologico, ma questa città non è un esperimento: è fatta di famiglie, artigiani, commercianti e lavoratori”, conclude Benigno.

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