Yoko Ono fa ritirare dal mercato la birra “John Lemon”

Un gioco di parole diventato un caso legale. In Bretagna, il birrificio L’Imprimerie di Bannalec, nel Finistère, si è ritrovato al centro di una controversia dopo aver ricevuto una diffida formale dagli avvocati di Yoko Ono, vedova di John Lennon.
Al centro della vicenda c’è una birra artigianale al limone chiamata “John Lemon”, un evidente omaggio al celebre cantante dei The Beatles. La bevanda era in vendita da diversi anni, ma alla fine di marzo la situazione è cambiata: il gestore del birrificio, Aurélien Picard, ha ricevuto una lettera ufficiale che chiedeva il ritiro immediato del prodotto dal mercato.
Secondo quanto riportato dai media locali, il marchio “John Lemon” sarebbe stato registrato proprio per evitare utilizzi impropri legati al nome dell’artista. La diffida imponeva quindi al birrificio di adeguarsi, con il rischio di sanzioni fino a 250 euro al giorno in caso di mancato rispetto.
«All’inizio pensavo fosse una bufala», ha raccontato Picard. «Poi ho verificato e ho scoperto che altri avevano avuto problemi simili. Ho capito che rischiavo davvero una penalità».
Il birrificio, noto per i nomi ironici e i giochi di parole ispirati a personaggi famosi, offre già etichette come “Jean Gol Potter”, “Mireille Mafioso” o “Yvette Ore”. Ma questa volta la trovata creativa ha superato un limite legale.
Dopo una trattativa con lo studio legale che rappresenta Yoko Ono, Picard ha ottenuto una proroga: potrà vendere le circa 5.000 bottiglie rimaste fino al 1° luglio. Nel frattempo, ha già proposto un nuovo nome per la birra, “Yellow Lemon”, in attesa di una risposta definitiva.
Una vicenda che mette in luce il confine, spesso sottile, tra creatività commerciale e tutela dei diritti legati ai nomi celebri, anche quando si tratta di semplici giochi di parole.













