Stefani: “Social vietati sotto i 14 anni per proteggere i minori dagli orchi del web”

Il caso del violentatore della bambina di 11 anni a Mestre torna al centro del dibattito pubblico dopo nuovi dettagli che aggravano il quadro investigativo e riaccendono l’attenzione sui rischi legati all’uso dei social network da parte dei minori.
L’uomo – già arrestato e condannato per l’aggressione avvenuta a Mestre – avrebbe utilizzato piattaforme social, in particolare TikTok, per adescare altre vittime minorenni anche in Piemonte. Le nuove accuse parlano di ulteriori episodi ai danni di bambini di 12 e 13 anni, contattati attraverso falsi profili online.
Sulla vicenda è intervenuto il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che ha commentato con parole dure sottolineando la gravità dei fatti e la necessità di un cambio di passo nella tutela dei minori sul web.
“La notizia lascia sgomenti – ha dichiarato Stefani – e conferma una volta di più la necessità di vietare i social network ai ragazzini fino ai 14 anni. Così facendo ne salveremo molti da questi orchi del web”.
Il presidente ha evidenziato come il caso rappresenti un esempio estremo dei pericoli legati all’utilizzo incontrollato delle piattaforme digitali da parte dei più giovani. “Dobbiamo difendere i nostri giovanissimi da questi nuovi rischi – ha aggiunto – e si deve iniziare dal tenerli lontani dal pericolo, vietandone l’uso fino ai 14 anni. È una scelta di buon senso e di prudenza, potenzialmente in grado di creare un baluardo di difesa”.
Secondo Stefani, una maggiore limitazione d’età consentirebbe anche di preparare meglio i ragazzi all’ingresso nel mondo digitale, fornendo strumenti educativi adeguati per riconoscere i pericoli del web.
Il caso, già al centro delle cronache giudiziarie, riapre dunque il dibattito su sicurezza online, protezione dei minori e responsabilità delle piattaforme digitali nella prevenzione degli abusi.










