Export italiano in lieve ripresa ma ancora debole: cresce l’import e volano le auto dalla Cina

Segnali contrastanti per il commercio estero italiano: a febbraio 2026 l’export torna a crescere su base mensile, ma resta sostanzialmente fermo nel confronto con l’anno precedente, confermando una fase di debolezza complessiva.
Secondo i dati dell’Istat, le esportazioni aumentano del 2,6% rispetto a gennaio, trainate soprattutto dai mercati extra Ue (+5,3%), mentre risultano stagnanti verso l’Unione Europea. Tuttavia, su base annua il dato resta negativo (-0,2%), segnalando un rallentamento del “made in Italy”.
Ancora più evidente il quadro se si guarda ai primi due mesi del 2026, dove l’export registra una flessione complessiva del 2,2%.
A pesare sono soprattutto alcuni settori chiave: crollano i mezzi di trasporto (esclusi gli autoveicoli, -22,1%), i prodotti petroliferi raffinati (-18,2%) e diversi comparti manifatturieri. Tengono invece metalli e prodotti in metallo (+30,7%) e il farmaceutico (+3,0%).
Dal punto di vista geografico, calano le vendite verso Germania, Spagna, Turchia e Regno Unito, mentre crescono verso Stati Uniti, Svizzera e i Paesi OPEC.
Sul fronte opposto, le importazioni crescono più velocemente: +3,5% su base mensile. A trainarle è soprattutto il boom degli acquisti di auto dalla Cina, in aumento di circa il 50% rispetto all’anno precedente.
Il saldo commerciale resta comunque positivo e supera i 4,9 miliardi di euro, in miglioramento rispetto al 2025, anche grazie alla riduzione del deficit energetico.
Nel complesso, il quadro è chiaro: l’export mostra un recupero nel breve periodo, ma non basta ancora a invertire una tendenza di rallentamento che resta evidente su base annuale.










