La Francia spegne le luci: 12mila comuni al buio per risparmiare. E l’Italia?

In Francia non è un’eccezione, ma una scelta diffusa: circa 12.000 comuni – un terzo del totale – hanno spento l’illuminazione pubblica notturna negli ultimi anni, soprattutto per tagliare i costi energetici esplosi dopo la guerra in Ucraina.
Una decisione che ha prodotto risparmi enormi. In Alsazia, ad esempio, un comune è arrivato a risparmiare fino a 800.000 euro l’anno spegnendo l’80% dei lampioni. Numeri che spiegano perché molti sindaci abbiano scelto la linea del buio, privilegiando i conti pubblici rispetto all’illuminazione continua.
Eppure oggi qualcosa si muove in senso opposto. A Bordeaux il neo sindaco Thomas Cazenave ha annunciato di voler riaccendere le luci, seguito da altri amministratori in città come Strasburgo, Obernai, Gien e Poitiers. Il motivo? La percezione di insicurezza e la paura del buio da parte dei cittadini.
Ma i dati smontano almeno in parte questa convinzione: non esistono studi che dimostrino un aumento dei reati nelle zone dove l’illuminazione è stata ridotta o spenta. Al massimo si registra uno spostamento dei furti, ma non un incremento complessivo.
E allora la domanda diventa inevitabile: se 12.000 comuni francesi hanno scelto di spegnere le luci senza effetti reali sulla sicurezza, perché non farlo anche in Italia?
Anche nel nostro Paese, durante la crisi energetica, diversi Comuni avevano ridotto o spento l’illuminazione pubblica. Una scelta temporanea, spesso abbandonata appena possibile. Eppure l’Italia continua a pagare l’energia più di altri Paesi europei, anche per scelte strutturali come l’uscita dal nucleare.
Di fronte a bollette elevate e bilanci locali sempre più in difficoltà, il modello francese apre una riflessione concreta: spegnere le luci di notte non è solo una misura emergenziale, ma può diventare una strategia stabile di risparmio.
Meno luce, più risorse. La Francia l’ha già capito. Resta da vedere se anche l’Italia avrà il coraggio di farlo davvero.










