26 Marzo 2026 - 12.18

Dopo l’addio di Santanchè scatta il totonomi: chi guiderà il Turismo? E Zaia?

Giorgia Meloni incassa le dimissioni di Daniela Santanchè e si apre subito il “toto-nomi” per il ministero del Turismo. L’addio della ministra, ufficializzato con una lettera alla premier nella quale esprime “amarezza ma senso di responsabilità”, potrebbe essere seguito da una sostituzione lampo già durante un prossimo Consiglio dei ministri o, in alternativa, da un breve interim affidato alla stessa Meloni.

Il passo indietro di Santanchè segue le dimissioni della sottosegretaria Andrea Delmastro e della capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, aprendo un momento di ridefinizione interna per Fratelli d’Italia e il governo.

I nomi in campo

Tra i papabili alla successione emergono figure interne e manager del settore turistico. In pole position ci sono Gianluca Caramanna, deputato FdI siciliano e consulente della stessa Santanchè, Salvo Sallemi, senatore siciliano, e Costanzo Jannotti Pecci, imprenditore napoletano del turismo. Tutti e tre condividono il requisito meridionale, considerato strategico dopo la débâcle del referendum al Sud.

Sul tavolo ci sono anche profili tecnici ma di area politica: Elena Nembrini, bergamasca e attuale direttore generale dell’Enit, e Sandro Pappalardo, presidente di Ita. Meno percorribili sembrano le ipotesi di Luca Zaia o di Giovanni Malagò: il primo per non alterare l’equilibrio tra alleati, il secondo per la percezione di eccessiva esposizione mediatica.

Per quanto riguarda Luca Zaia, l’ex governatore del Veneto è considerato un candidato di peso: la sua lunga esperienza amministrativa, la conoscenza del territorio e la capacità di gestire settori complessi come il turismo e l’economia lo rendono un profilo autorevole e credibile. Tuttavia, l’ipotesi di affidargli il ministero del Turismo incontra ostacoli politici importanti: assegnare una casella di governo finora controllata da Fratelli d’Italia alla Lega rischierebbe di alterare gli equilibri nell’alleanza di centrodestra e generare malumori interni, rendendo improbabile una nomina immediata. Per questo motivo, pur apprezzato come candidato “tecnico-politico”, Zaia resta al momento più un nome di dibattito che una scelta concreta.

Altri nomi ventilati nelle scorse ore sono Lucio Malan e Salvo Sallemi.

Non è esclusa l’ipotesi che Meloni mantenga temporaneamente le deleghe al Turismo per un breve periodo, fino alla nomina definitiva, in modo da “raffreddare gli animi” e gestire con calma il passaggio di consegne.

La strategia politica dietro la scelta

Fonti interne spiegano che il nuovo ministro dovrà rispondere a due esigenze: ricostruire consenso nel Sud e dare un segnale forte dopo la sconfitta al referendum. Puntare su un esponente meridionale, esperto di turismo, appare quindi una soluzione strategica per Fratelli d’Italia.

Day after a via Arenula

Al ministero della Giustizia, intanto, Vittorio Corasaniti e Anna Chiara Fasano assumono funzioni reggenti in attesa del nuovo capo di gabinetto, tra i nomi circolati figura Antonio Mura. Resta inoltre aperta la questione della successione di Delmastro al Dap, con possibile candidatura della deputata FdI Sara Kelany.

Il governo si trova così in una fase delicata, tra riorganizzazione interna e il tentativo di stabilizzare le deleghe chiave dopo una settimana di scossoni politici. Il totonomi continua e la scelta del nuovo ministro del Turismo potrebbe essere annunciata nelle prossime ore, segnando un primo passo verso la ricostruzione della squadra e il riequilibrio politico interno.

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Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

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