9 Marzo 2026 - 10.06

Guerra in Medio Oriente: nuovo leader a Teheran, missili nel Golfo e petrolio oltre i 100 dollari

La guerra in Medio Oriente entra nel suo decimo giorno con una forte escalation militare e importanti sviluppi politici in Iran. Nelle ultime ore si sono registrati nuovi attacchi missilistici, combattimenti in Libano e pesanti ripercussioni sui mercati energetici mondiali.

Mojtaba Khamenei nuovo leader supremo dell’Iran

L’Iran ha una nuova guida suprema. L’Mojtaba Khamenei, 56 anni, è stato scelto domenica dall’Assemblea degli Esperti, l’organismo di 88 membri del clero sciita, per succedere al padre Ali Khamenei.

Subito dopo l’annuncio, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha giurato fedeltà al nuovo leader, seguito dalle forze armate, dalla polizia e dal corpo diplomatico iraniano.

Mojtaba Khamenei è considerato vicino ai settori più conservatori del regime e il suo nome circolava da tempo come possibile successore del padre, anche se in passato le autorità avevano smentito questa ipotesi. Prima della nomina, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva dichiarato che il successore di Ali Khamenei “non durerà a lungo” senza il suo consenso.

Secondo l’analisi del giornalista della BBC Persian Parham Ghobadi, Mojtaba Khamenei è rimasto a lungo nell’ombra del potere, con pochi interventi pubblici e rarissime apparizioni. La sua ascesa avviene mentre il Paese è nel pieno della guerra e il padre non è ancora stato sepolto.

Primo scambio di missili dopo la nomina

Poco dopo la designazione del nuovo leader, l’Iran ha annunciato di aver lanciato le prime salve di missili verso Israele. L’emittente statale IRIB ha diffuso immagini di un missile con la scritta “Sotto il tuo comando, Sayyed Mojtaba”, in segno di fedeltà al nuovo leader.

Un missile è stato intercettato nella zona di Rishon LeZion e una donna è rimasta leggermente ferita alla testa dai detriti, secondo il servizio di emergenza israeliano Magen David Adom.

L’esercito israeliano ha risposto dichiarando di aver lanciato una nuova ondata di attacchi contro “infrastrutture del regime” nell’Iran centrale e di aver effettuato circa 3.400 attacchi nella scorsa settimana.

Combattimenti in Libano e raid su Beirut

La tensione è altissima anche in Libano. Secondo l’agenzia di stampa Ari, si sono verificati pesanti combattimenti nel Libano orientale, vicino al confine con la Siria, dove truppe israeliane sarebbero state trasportate con elicotteri.

Il movimento sciita Hezbollah sostiene di aver abbattuto un elicottero israeliano nella valle della Bekaa e di aver respinto un’incursione nel sud del Libano.

Nella notte una forte esplosione è stata udita nella periferia sud di Beirut, dove Israele ha dichiarato di aver colpito infrastrutture del gruppo sciita. Raid israeliani sulla città di Tayr Debba, vicino al porto di Tiro, avrebbero causato tre morti e 15 feriti.

Secondo il ministro della Salute libanese Rakan Nassereddine, gli attacchi israeliani hanno provocato 394 vittime in Libano nell’ultima settimana.

Attacchi iraniani nel Golfo: feriti in Bahrein e Abu Dhabi

Nelle prime ore di lunedì l’Iran ha lanciato missili e droni contro diversi Stati del Golfo, tra cui Bahrein, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.

In Bahrein un drone iraniano ha ferito 32 civili, quattro dei quali in modo grave, secondo il Ministero della Salute. La raffineria della compagnia energetica statale Bapco ha dichiarato lo stato di forza maggiore dopo un attacco ai suoi impianti sull’isola di Sitra.

Negli Emirati Arabi Uniti detriti caduti dopo l’intercettazione di missili hanno causato due feriti ad Abu Dhabi.

Il Ministero della Difesa saudita ha inoltre annunciato di aver intercettato quattro droni diretti al giacimento petrolifero di Shaybah. Dopo gli attacchi, il Dipartimento di Stato americano ha ordinato al personale diplomatico non essenziale di lasciare l’Arabia Saudita.

La Turchia rafforza la presenza militare a Cipro Nord

La Turchia ha dispiegato sei caccia F-16 e sistemi di difesa aerea nella Repubblica Turca di Cipro del Nord, territorio che Ankara controlla dal 1974.

Il presidente Recep Tayyip Erdoğan ha dichiarato che esistono ancora margini per un dialogo con l’Iran, mentre le forze europee stanno rafforzando la loro presenza militare nell’area di Cipro.

Tentativi diplomatici e mediazioni

Il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato domenica con Donald Trump e con il presidente iraniano Massoud Pezeshkian, chiedendo la cessazione degli attacchi contro gli Stati del Golfo. Si tratta del primo contatto noto tra un leader occidentale e il presidente iraniano dall’inizio della guerra.

Anche la Cina si è mossa sul piano diplomatico: l’inviato speciale Zhai Jun è in Arabia Saudita per discutere con il ministro degli Esteri Faisal bin Farhan Al Saud possibili iniziative per fermare il conflitto.

Petrolio in forte aumento e mercati in calo

Il conflitto sta avendo effetti immediati sull’economia globale. Il prezzo del petrolio ha superato i 100 dollari al barile per la prima volta dal 2022, arrivando vicino ai 120 dollari. Il greggio Brent ha toccato 114,74 dollari, mentre il Nymex è salito a 114,78 dollari.

Circa un quinto del petrolio mondiale passa attraverso lo Stretto di Hormuz, dove il traffico delle petroliere si è quasi fermato dall’inizio della guerra.

Secondo Donald Trump, l’aumento del prezzo del petrolio è “un prezzo molto basso da pagare per la pace e la sicurezza degli Stati Uniti e del mondo”. L’esercito iraniano ha però minacciato nuovi attacchi alle infrastrutture energetiche della regione, avvertendo che il petrolio potrebbe arrivare a 200 dollari al barile.

La tensione ha provocato forti cali nelle borse asiatiche: l’indice giapponese Nikkei 225 ha chiuso a -5%, mentre in Corea del Sud il Kospi è crollato fino a -8% prima di chiudere a -6%.

Nel frattempo i ministri delle Finanze del G7 terranno una riunione d’emergenza per valutare l’impatto economico della guerra e l’eventuale utilizzo delle riserve petrolifere strategiche.

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Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

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