Vicenza, torna un grande assente: nel 2027 riaprirà l’ex cinema Corso dopo 35 anni e sarà il tempio delle Culture del Contemporaneo

Dopo quasi trent’anni di silenzio, l’ex Cinema Corso torna protagonista. Nel 2027 riaprirà come CORSO – Culture del Contemporaneo, un laboratorio culturale nel cuore della città storica di Vicenza, pronto a trasformare uno degli edifici simbolo del Novecento in una nuova infrastruttura dedicata alla sperimentazione artistica e alle nuove generazioni.
Il progetto vincitore del concorso internazionale di architettura promosso dalla Fondazione Giuseppe Roi porta la firma del raggruppamento guidato da AltraLinea s.r.l. s.t.p. (mandatario, ing. Pierluigi Capobianchi) con Sparch s.r.l. (mandante, arch. Riccardo Coccia). La proposta è stata selezionata per la solidità dell’impianto architettonico, la coerenza funzionale degli spazi e la capacità di integrare rigore tecnico, sostenibilità gestionale e visione culturale.
Non si tratta di una semplice riqualificazione edilizia, ma di un intervento strategico per la città: restituire al centro storico una funzione produttiva e contemporanea, capace di dialogare con l’eredità palladiana senza esserne schiacciata, colmando un vuoto nel sistema culturale locale dedicato alla sperimentazione.
Il progetto è stato presentato il 16 febbraio 2026 in sala Stucchi a Palazzo Trissino dal sindaco Giacomo Possamai, dall’assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività Ilaria Fantin, dall’assessore alle politiche giovanili Leonardo Nicolai, dalla presidente della Fondazione Giuseppe Roi ETS Francesca Lazzari, dal presidente dell’Ordine degli Architetti Romolo Balasso e dal presidente di Banca Terre Venete Gianfranco Sasso. L’illustrazione tecnica è stata affidata a Mariangela Vertuani (Sparch) e Francesco Scialdone (AltraLinea).
Il sindaco Possamai ha parlato di “ambizione e un pizzico di follia” necessari per trasformare il Cinema Corso in un’occasione di rinascita urbana, sottolineando anche la scelta di spostare l’ingresso verso il liceo Pigafetta e il liceo Lioy, contribuendo così a ridare slancio a un’intera porzione del centro storico. L’intervento si inserisce in un più ampio percorso di recupero che comprende la futura sede della Biblioteca Bertoliana nell’edificio Giuriolo, l’ex Macello, l’ex carcere di San Biagio con il nuovo giardino e la prospettiva di rilancio dell’area accanto alla Camera di Commercio.
Per l’assessore Fantin, uno spazio dedicato al contemporaneo rappresenta una ricchezza straordinaria, capace di intercettare le energie dei giovani e diventare catalizzatore per cittadini, turisti e visitatori, grazie anche alla posizione a pochi passi dai principali monumenti. Nicolai ha evidenziato come i giovani siano stati il motore del progetto fin dalla fase di ideazione, parlando di politiche giovanili trasversali e della necessità di creare sinergie con altre realtà cittadine come la Centrale.
La presidente Lazzari ha spiegato la scelta di indire un concorso internazionale anonimo in due fasi, pur non essendovi obbligo di legge, con commissione nominata, verbali pubblici e gestione su piattaforma nazionale: un metodo per affermare che la qualità architettonica è una responsabilità pubblica anche quando l’iniziativa è privata.
Alla prima fase hanno partecipato 125 proposte provenienti dall’Italia e da quattro Paesi europei. Cinque i raggruppamenti ammessi alla fase finale. Oltre al team vincitore guidato da AltraLinea con Sparch, hanno partecipato: il raggruppamento guidato da Chorus s.r.l. (arch. Niccolò Suraci) con arch. Marcello Carpino, arch. Nicola Campri, arch. Giacomo Ardesio e Prodim S.r.l. (secondo classificato); il raggruppamento guidato da Archisbang s.r.l. (arch. Silvia Minutolo, arch. Marco Giai Via, arch. Eugenio Chironna, arch. Marica Torreggiani) con Sintecna s.r.l. e Orbyta Engineering s.r.l. (terzo classificato); il team composto da arch. Federico Bertolo, arch. Tommaso Bisogno e Milan Ingegneria S.p.A. (quarto classificato); il raggruppamento guidato da SDV S.r.l. (arch. Sossio De Vita) con arch. Giuseppe Chiariello e Superspatial S.r.l. (quinto classificato).
La giuria era composta da Eva Fabbris, direttrice del Madre – Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli; Ippolito Pestellini Laparelli, architetto ed ex presidente della giuria della Biennale Architettura; Antonio Atripaldi, progettista con esperienza museale; Nicola Tracanzan per l’Ordine degli Architetti PPC di Vicenza; e Francesca Lazzari.
Il costo stimato dell’opera è di 2,8 milioni di euro oltre IVA. Nei prossimi mesi sarà perfezionato il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (PFTE), passaggio decisivo per rendere realizzabile e sostenibile l’intervento.
Dal punto di vista architettonico, il progetto adotta un approccio stratigrafico: niente gesti invasivi, ma riordino e chiarificazione degli spazi esistenti. La facciata su corso Fogazzaro, vincolata e identitaria, sarà preservata come soglia urbana. L’interno verrà trasformato in organismo flessibile. La storica sala trapezoidale diventerà il fulcro di un sistema modulare capace di ospitare platea, spazio performativo, ambiente espositivo o sala immersiva.
Previsto un aggiornamento strutturale e impiantistico integrato, con infrastrutture tecnologiche avanzate, efficienza energetica e riuso consapevole dell’esistente. Comfort, sicurezza, accessibilità universale e adattabilità futura sono elementi centrali dell’intervento. Accanto alla sala principale nasceranno spazi per coworking creativo, residenze temporanee e laboratori, in una logica di permeabilità tra produzione culturale e pubblico.
La storia del Cinema Corso affonda le radici nel 21 febbraio 1948, quando fu inaugurato con “I miserabili” di Riccardo Freda. Progettato dall’architetto Giuseppe Morseletto, con facciata decorata da tre sculture raffiguranti le muse dell’arte, realizzate dal Laboratorio Morseletto, disponeva di 600 posti a sedere e di un soffitto apribile, soluzione innovativa per garantire freschezza nei mesi estivi. Fu a lungo uno dei cinema più eleganti e prestigiosi della città, punto di riferimento per la programmazione internazionale e per il cinema americano. Il 1° maggio 1996 chiuse a causa delle difficoltà di adeguamento alle nuove normative sull’agibilità.
Oggi rinasce come CORSO: non solo edificio restaurato, ma sistema culturale. Residenze artistiche under 35, mostre site-specific, festival multidisciplinari, laboratori, progetti di welfare culturale e collaborazioni con università, istituzioni e imprese comporranno una programmazione interdisciplinare e intergenerazionale. L’obiettivo è costruire un presidio stabile per il contemporaneo, capace di generare valore culturale, sociale ed economico, trattenere talenti e attivare nuove competenze nel territorio.
Parallelamente, nel 2026 verrà costituita una nuova Fondazione di partecipazione per una governance condivisa e sostenibile nel lungo periodo.
Nei prossimi mesi i progetti finalisti saranno esposti nelle sale Ipogee di Palazzo Thiene; sarà perfezionato il PFTE e avviato l’iter per il finanziamento e l’inizio dei lavori. L’inaugurazione è prevista per l’autunno 2027.
L’ex Cinema Corso si prepara così a riaprire le porte non come semplice sala restaurata, ma come architettura contemporanea capace di produrre cultura nel cuore storico di Vicenza.

























