16 Febbraio 2026 - 15.32

Turismo 2025, Vicenza perde 11.700 arrivi mentre l’Altopiano vola

La provincia cresce, il Capoluogo arretra, l’Altopiano di Asiago accelera. È una fotografia a luci e ombre quella scattata dai dati sul turismo 2025 diffusi dalla Regione Veneto e analizzati da Confcommercio Vicenza. Numeri che, se da un lato confermano la buona salute complessiva del territorio, dall’altro evidenziano una flessione preoccupante per la città di Vicenza.

Partiamo dal quadro generale: in provincia gli arrivi nel 2025 sono stati 892.495, con un incremento dell’1,1% rispetto al 2024. Le presenze – cioè i pernottamenti nelle strutture ricettive – hanno raggiunto quota 2.359.222, in crescita dell’1,6%. A trainare sono soprattutto gli stranieri, in aumento del 2,2%, mentre gli italiani crescono dello 0,4% ma restano la componente principale con 549.425 arrivi, pari al 61,6% del totale.

Un risultato positivo, ma non sufficiente. «Questi dati confermano la crescita di attrattività del nostro territorio – commenta Nicola Piccolo, presidente di Confcommercio Vicenza –. Tuttavia, se confrontiamo i numeri con quelli delle altre province venete, dobbiamo rilevare che, a livello di arrivi, solo Rovigo fa peggio di noi. Non possiamo competere con Venezia o Verona, ma questo deve spronarci a lavorare di più come sistema».

Il settore turistico ha un peso economico rilevante: in provincia operano circa 4.500 imprese tra ospitalità e ristorazione, senza contare l’impatto della spesa turistica sul commercio al dettaglio.

Il dato più critico riguarda però la città di Vicenza. Nel 2025 il Capoluogo ha perso 11.709 arrivi, passando dai 255.865 del 2024 ai 244.156 (-4,6%). In calo anche le presenze: 547.329 contro le 570.471 dell’anno precedente, con una flessione di 23.142 pernottamenti (-4,1%). Un risultato che sconta anche l’effetto straordinario del 2024, anno dell’Adunata degli Alpini, che aveva portato in città flussi importanti, seppur concentrati in pochi giorni. Ma anche nel confronto con il 2023 il segno resta negativo: -2,3% negli arrivi e -1,4% nelle presenze.

Un quadro che trova parziale compensazione nei dati sugli accessi al centro storico. Secondo il monitoraggio di Confcommercio Vicenza nell’area delle Mura Duecentesche, tra giugno e dicembre 2025 (fascia 8.00-20.00) si stimano 767 mila visitatori unici, contro i 716 mila dello stesso periodo del 2023. Gli accessi complessivi sono stati 4,4 milioni, leggermente inferiori ai 4,5 milioni di due anni prima.

Per invertire la rotta, Confcommercio guarda con interesse al ciclo di mostre annunciato dall’Amministrazione comunale, in partenza a fine 2026. «Potrebbe rappresentare una svolta per l’attrattività della città – sottolinea Piccolo –. Vicenza ha grandi potenzialità, come dimostrano anche i recenti interessamenti per nuove strutture alberghiere. Ma l’aumento dell’offerta non garantisce automaticamente più domanda».

Secondo l’associazione serve un piano organico di marketing territoriale: programmazione di eventi di rilievo nazionale e internazionale, coordinamento attraverso gli organismi della Camera di Commercio, infrastrutture efficienti, servizi urbani adeguati e un miglioramento complessivo della qualità urbana, dai parcheggi alla valorizzazione dei percorsi di visita fino al contrasto del degrado. «Le risorse derivanti dalla tassa di soggiorno – ricorda Piccolo – devono essere pienamente impiegate su questi fronti, come previsto dalla norma».

Se il Capoluogo arretra, la montagna sorride. L’Altopiano di Asiago si conferma locomotiva del turismo vicentino: nel 2025 gli arrivi sono stati 111.535 (+3,4% sul 2024) e le presenze hanno raggiunto 613.559 (+5,3%). La stessa città di Asiago registra un +2,6% negli arrivi e un +2,7% nelle presenze.

«L’Altopiano sta raccogliendo i frutti di un lavoro di organizzazione dell’offerta e di coordinamento della promozione che ha coinvolto tutto il territorio – conclude il presidente di Confcommercio Vicenza –. È un modello da estendere all’intera provincia: solo mettendo insieme risorse, idee e collaborazione tra pubblico e privato possiamo puntare a un aumento significativo dei flussi turistici nel Vicentino».

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