12 Febbraio 2026 - 9.27

Aggressioni a lavoratori dei servizi pubblici: presentata un’interrogazione in Regione


 “L’ennesima aggressione ai danni di un lavoratore del trasporto pubblico locale conferma un clima intollerabile: chi garantisce ogni giorno servizi essenziali non può lavorare nella paura”. Lo dichiara Monica Sambo, consigliera regionale del Partito Democratico, e vicepresidente della Commissione Lavoro, annunciando la presentazione di un’interrogazione all’Assessore regionale ai Trasporti per chiedere interventi immediati e strutturali contro le aggressioni ai lavoratori dei servizi pubblici. “Il riferimento è al caso avvenuto nei giorni scorsi sulla linea 5.2 Actv, dove un passeggero in stato di alterazione ha aggredito un marinaio con calci e pugni, costringendolo poi a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso; l’azienda ha annunciato la volontà di costituirsi parte civile.  Non è un episodio isolato – prosegue Sambo –. Alle aggressioni nel TPL, si sommano quelle ai sanitari e ad altri operatori dei servizi al cittadino. È un problema di sicurezza, ma anche di civiltà: serve una risposta coordinata delle istituzioni”. “Non si registrano purtroppo solo aggressioni fisiche, a queste si aggiunge una violenza verbale quotidiana che colpisce molte operatrici e molti operatori, contribuendo a creare un clima lavorativo sempre più pesante, in particolare per le donne. Pertanto, – chiarisce Sambo – nell’interrogazione,  chiedo alla Regione i seguenti punti: 1)    l’attivazione di una strategia regionale condivisa, con misure omogenee e un monitoraggio stabile del fenomeno;2) Una campagna pubblica di sensibilizzazione che stigmatizzi socialmente le aggressioni e rafforzi il rispetto verso chi svolge un servizio pubblico; 3) La scelta chiara della ‘denuncia istituzionale’: gli aggressori vanno denunciati dagli enti e dalle società pubbliche, senza esporre il singolo lavoratore a rischi ulteriori e garantendo assistenza legale totale e gratuita; 4) La promozione di un’intesa con ANCI Veneto per uniformare procedure e standard tra Comuni e partecipate; 5) Indirizzi operativi alle Ulss per protocolli omogenei di prevenzione, gestione dell’evento, tutela legale e supporto anche psicologico. Non possiamo normalizzare la violenza. La Regione faccia la sua parte: coordini, indichi standard minimi, metta risorse e costruisca un patto istituzionale con Comuni, aziende e Ulss. Difendere chi lavora nei servizi pubblici significa difendere la comunità intera”, conclude Sambo. 

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