20 Gennaio 2026 - 15.28

Collettore ARICA, svolta dopo quasi vent’anni: la Regione sblocca opera da oltre 20 milioni per risanamento del Fratta-Gorzone. Le reazioni

Dopo quasi vent’anni di attese, studi e rinvii, il prolungamento del collettore ARICA entra finalmente nella fase operativa. La Giunta regionale del Veneto ha approvato la delibera che sblocca risorse per oltre 10 milioni di euro, consentendo di riattivare l’iter di un’opera considerata strategica per il risanamento ambientale del bacino del Fratta-Gorzone e per l’equilibrio del sistema idrico veneto.

Il progetto, previsto già dall’Accordo di Programma Quadro del 2005 tra Stato, Regione e altri enti e divenuto Accordo Novativo nel 2017, ha attraversato una lunga sequenza di approfondimenti tecnici: il primo studio di fattibilità risale al 2010, il progetto definitivo al 2018, con un ulteriore aggiornamento nel 2023. Nonostante ciò, per anni l’opera è rimasta bloccata, senza mai arrivare alla fase esecutiva.

La svolta arriva ora grazie all’aggiornamento dell’Accordo Novativo, reso possibile dall’intervento congiunto della Regione Veneto e del Ministero dell’Ambiente (MASE). Il finanziamento pubblico complessivo destinato al prolungamento del collettore sale così a circa 14 milioni di euro, su un costo totale dell’opera stimato in oltre 20 milioni. La parte residua, superiore ai 6 milioni di euro, resterà in capo ai gestori del servizio idrico Acque del Chiampo, Medio Chiampo e Viacqua.

Dal punto di vista tecnico, l’intervento consentirà di spostare il punto di scarico dei reflui del distretto conciario vicentino a valle dell’abitato di Cologna Veneta. L’attuale immissione avviene infatti in un tratto del fiume Fratta con scarso ricambio idrico e limitata ossigenazione; il nuovo scarico sarà collocato a valle dell’immissione dei canali Adige-Guà e Zerpano, in una sezione con maggiore portata, migliore miscelazione e condizioni ambientali ritenute più idonee.

«Con questo ulteriore finanziamento – ha dichiarato il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani – confermiamo l’impegno mantenuto con il territorio. Proseguiamo nel percorso di miglioramento della qualità delle acque del Fratta, con benefici diretti per cittadini, imprese e comunità locali. Non è solo un’opera infrastrutturale, ma un investimento sulla salute e sulla sostenibilità ambientale».

Soddisfazione viene espressa anche dal presidente di ARICA, Vincenzo Forte, che parla di «una decisione che rimette in moto il Veneto dell’ambiente»: «Dopo anni di studi e passaggi istituzionali, si sblocca finalmente un’opera fondamentale. Il prolungamento del collettore migliora le condizioni di scarico e tutela un territorio fragile, dando concretezza a un impegno atteso da troppo tempo».

Sul piano politico, il via libera regionale viene salutato come un cambio di passo. «La Regione ha assunto una decisione chiara – commenta il deputato di Fratelli d’Italia Silvio Giovine – superando uno stallo che durava da anni. Ora servono tempi certi e risultati concreti». Sulla stessa linea il vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Rucco, che sottolinea come «la politica abbia finalmente sciolto un nodo che non poteva più essere rinviato», mentre il consigliere regionale Matteo Pressi evidenzia «il miglioramento ambientale atteso per il Fratta e per i Comuni del bacino Fratta-Gorzone».

Accanto alle posizioni favorevoli, non mancano però le voci critiche. Legambiente Veneto accoglie con attenzione l’annuncio dello sblocco delle risorse, ma esprime forti perplessità sull’efficacia ambientale dell’intervento nel medio-lungo periodo. «Così si sposta il problema più a valle, non lo si risolve», afferma Piergiorgio Boscagin, della segreteria regionale dell’associazione. Secondo Legambiente, l’opera rappresenta un sollievo per l’abitato di Cologna Veneta, ma non una soluzione strutturale per un bacino che continua a presentare carichi inquinanti elevati, come evidenziato anche dai dati Arpav.

L’associazione ambientalista chiede un cambio di paradigma, puntando su una strategia di risanamento complessiva: «Servono investimenti sulla depurazione, controlli efficaci e rinaturalizzazione del fiume – conclude il presidente regionale Luigi Lazzaro – perché senza un piano organico rischiamo di continuare a rincorrere le emergenze con soluzioni tampone».

Ora, con lo sblocco delle risorse e l’avvio delle fasi esecutive, l’attenzione si sposta sui tempi di realizzazione e sulla capacità dell’opera di produrre risultati concreti, in un bacino idrografico che resta tra i più delicati del Veneto.

Potrebbe interessarti anche:

Collettore ARICA, svolta dopo quasi vent’anni: la Regione sblocca opera da oltre 20 milioni per risanamento del Fratta-Gorzone. Le reazioni | TViWeb Collettore ARICA, svolta dopo quasi vent’anni: la Regione sblocca opera da oltre 20 milioni per risanamento del Fratta-Gorzone. Le reazioni | TViWeb

Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

Luca Faietti Direttore Fondatore ed Editoriale - Arrigo Abalti Fondatore - Direttore Commerciale e Sviluppo - Paolo Usinabia Direttore Responsabile

Copyright © 2026 Tviweb. All Rights Reserved | Tviweb S.R.L. P.Iva E C.F. 03816530244 - Sede Legale: Brendola - Via Monte Grappa, 10

Concessionaria pubblicità Rasotto Sas

Credits - Privacy Policy