VICENZA – Industria: ripresa di produzione, export ed occupazione
Arrivano segnali positivi per l’industria vicentina. E’ quanto emerge dall’indagine congiunturale degli Industriali che conferma un clima di ripresa per produzione, export e occupazione. I dati sono relativi al terzo trimestre dell’anno e offrono le previsioni per i prossimi mesi grazie al nuovo indice previsionale LIV adottato e utilizzato per la prima volta.
L’andamento della produzione industriale segna una crescita del 2,8%, mentre diminuisce al 24% la percentuale di aziende che segnala un livello produttivo insoddisfacente; nello stesso trimestre dell’anno scorso si era al 41%, dunque la tendenza al miglioramento appare marcata.
Un elemento incoraggiante arriva anche dalla ripresa delle vendite sul mercato interno, con un +2,8% rispetto a un anno fa. Conferme anche dalle esportazioni, con le vendite sui mercati europei ed extra-europei che aumentano rispettivamente del 3,3% e dell’8,3%.
La consistenza del portafoglio ordini si mantiene stabile rispetto alle precedenti rilevazioni: quasi un’azienda su tre (31%) ha orizzonti di breve periodo e segnala lavoro assicurato per non più di un mese; quasi un’azienda su due (47%) ha invece ordinativi in carnet per un periodo da uno a tre mesi, mentre il 22% può guardare avanti con un po’ più di prospettiva avendo lavoro assicurato per più di tre mesi.
Le indicazioni incoraggianti proseguono per quanto riguarda pagamenti e liquidità: nel terzo trimestre scende ancora la percentuale di aziende che lamenta ritardi negli incassi (26%) e diminuisce pure la quota di imprese con tensioni di liquidità (20%).
Indicazioni in positivo, infine, arrivano anche sotto il profilo dell’occupazione: tra luglio e settembre le imprese hanno registrato un aumento dell1,5%. Un dato rafforzato dall’andamento della Cassa integrazione ordinaria, che nel periodo gennaio-settembre ha fatto registrare una diminuzione di un quarto (25,3%) delle ore autorizzate.
Per i prossimi mesi, il 30% delle aziende dice di avere in programma aumenti occupazionali, mentre il 56% non prevede assunzioni.
Un nuovo index per sondare il “sentiment” delle aziende
Per “leggere” quali siano le attese e il sentiment delle imprese vicentine per il vicino futuro, Confindustria Vicenza ha adottato da questo mese un nuovo strumento, in collaborazione con il prof. Andrea Beretta Zanoni, professore ordinario di strategia aziendale all’Università di Verona: un indice previsionale denominato LIV (leading indicator Vicenza) che contribuisce a tracciare una panoramica completa sulle previsioni congiunturali (Il LIV si muove in una scala da 0 a 100 dove 50 è il valore mediano, al di sotto il sentiment è negativo e al di sopra è positivo).
Anche dal punto di vista delle previsioni, dunque, l’indice mostra un quadro economico in evidente miglioramento (tab. 1). La valutazione sullo stato attuale dell’economia passa infatti da un valore pari a 42,9 in luglio a 46,7 di oggi: oltre a essersi avvicinato alla soglia del 50, l’incremento misura un significativo cambio di valutazione.
Ancor più interessante è la valutazione dell’andamento a 6 mesi: oltre a essere anche in questo caso in miglioramento, l’indice supera in maniera significativa la soglia del 50, posizionandosi a 52,3.
I risultati sono meglio comprensibili guardando anche le variabili macroeconomiche (tab. 2), che risultano tutte in area positiva, con l’unica eccezione degli investimenti, che però si avvicinano comunque al valore mediano (48,8).
Molto positiva infine la dinamica del portafoglio ordini estero, con un sentiment a 6 mesi che si attesta a un valore di 56,9. Altrettanto positiva la dinamica dell’occupazione che, oltre a raggiungere un livello elevato (53,7), fa registrare un significativo incremento rispetto alla precedente rilevazione (52,1).
“La rilevazione di ottobre consente di effettuare uno spostamento significativo dell’indice LIV sul cosiddetto ‘clock’ congiunturale – spiega il prof. Andrea Beretta Zanoni -. A ottobre l’indice si posiziona infatti nell’area B e cioè nell’area definita di ‘inversione migliorativa’ dell’economia, con un probabile prossimo spostamento nell’area A (accelerazione) che sotto molti aspetti è valutabile come l’area più positiva dell’intero clock”.
La ripresa della produzione industriale e dell’economia nel corso dell’anno ha avuto impatti positivi anche sul tasso di occupazione, che nella prima metà dell’anno è risultato in crescita. Il sentiment emerso dalla rilevazione del LIV di ottobre conferma le previsioni nazionali, che indicano per i prossimi mesi un costante, seppur lento, aumento dell’occupazione, sostenuto dalla ripresa dell’economia.
L’unico aspetto che ancora segna il passo è quello degli investimenti. “Le previsioni in questo caso risultano in linea con la consolidata tendenza nazionale che vede dal 2007 una contrazione degli investimenti – conclude Beretta Zanoni -. I timidi segnali di ripresa dell’economia non sembrano quindi una motivazione sufficientemente forte da giustificare un piano di investimenti per il prossimo futuro”.

















