15 Ottobre 2015 - 14.00

TORRI – Ruba incassi al Burger King, arrestato: "Volevo mandare i genitori alla Mecca"

Era un dipendente fidato e da anni lavorava al Burger King di via Brescia a Torri (zona Piramidi). Hasibul HAQUE, 31 enne cittadino del Bangladesh, da molti anni in Italia, è finito in manette dopo che la polizia di stato è riuscita a incastrarlo in seguito ad una querela da parte dei suoi titolari. Dal mese di maggio, avrebbe sottratto alle casse del punto vendita ben 20.000 euro, utilizzando uno stratagemma e approfittando della fiducia di cui godeva.
Tutto inizia nel mese di settembre, quando i titolari del Burger King si accorgono che vi sono delle rilevanti discrepanze fra gli incassi e la quantità di cibo venduta, per quanto dai registratori risultasse che vi fosse un pareggio fra scontrini emessi e quanto incassato. I due, entrambi 44 enni, hanno così deciso di rivolgersi alla polizia e di sporgere querela. Inizia così un attento lavoro di analisi da parte della squadra mobile di Vicenza, sulla contabilità del punto di ristorazione. Viene notata quindi una grande quantità di annullamenti di scontrini. Si nota anche che gli ammanchi sono contestuali agli annullamenti. Resta quindi da individuare chi sia il responsabile. I sospetti si concentrano sul personale che ha accesso alle casse e alla contabilità e quindi ai due assistant manager del Burger King. Solo loro aiutano in cassa e a fine giornata si occupano della contabilità, dei depositi in cassaforte. E’ così che viene individuato Hasibul HAQUE, figura di fiducia dei titolari, ritenuto da sempre un ottimo lavoratore. Proprio durante i suoi turni si concretizzavano gli ammanchi.
Il 6 ottobre, giorno di riposo del dipendente, viene quindi predisposta una telecamera nella sala conta, che funge da archivio per il punto vendita, alla quale accedono anche i manager per effettuare la contabilità. Proprio il 6 ottobre, fra l’altro, non risultano sottrazioni alla cassa.
I sospetti vengono confermati. Gli agenti hanno atteso che si concretizzasse il reato in flagranza e sono intervenuti sorprendendo il dipendente con addosso il denaro. Nella taschina della camicia aveva nascosto 380 euro. Non solo, teneva nel portafogli le sottrazioni dell’ultima settimana, per un totale di 2.000 euro.
L’uomo, che riceve uno stipendio medio di 1.300 euro, si è giustificato in diversi modi. “Volevo permettere ai miei genitori di andare in viaggio alla Mecca, devo pagare una pesante sanzione amministrativa, devo inviare fondi per la costruzione di una moschea”, e via dicendo…
Haque godeva della massima fiducia dei titolari, sconvolti nello scoprire che proprio lui era responsabile delle sottrazioni. Con il tempo aveva maturato un senso di impunità tale, racconta la polizia, che nelle operazioni di sottrazioni si comportava come un croupier.
E’ anche titolare di un kebab in viale San Lazzaro. Da qualche tempo i titolari avevano anche notato un cambiamento nel suo stile di vita, decisamente sopra le righe.
Prendeva le ordinazioni, mandava ordine in cucina, se il cliente non cheiedeva scontrino, prendeva i soldi e li inseriva, se lo chiedeva lo emetteva e lo annullava… pezzo di carta al cliente, con lpannullamento andava in pareggio contabile..
Si è anche dichiarato disponibile alla restituzione di quanto sottratto ai titolari. Viene processato oggi con rito direttissimo.

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