15 Ottobre 2015 - 11.41

LONIGO – "Sono stato pestato, volevano ammazzarmi"

maza baseball

Torniamo sull’episodio della rissa in centro a Lonigo sabato notte scorso. Ci torniamo perché uno dei protagonisti, Mauro Concu, 39 enne cagliaritano (di Carbonaia) ci ha scritto ricostruendo l’accaduto ed ha poi rilasciato un’intervista ad un quotidiano locale nel quale ha confermato una versione ben diversa da quella emersa dalla stampa. La nostra testata, come pure le altre, hanno riportato i dati forniti dalla locale stazione dei carabinieri, ovviamente senza riportare i nomi completi (vedi articolo). Senza entrare nei dettagli, la versione ufficiale non spiegherebbe le ragioni della rissa e sembrerebbe distribuire equamente le responsabilità. Ma Concu non ci sta e a quanto pare non vuole che la sua posizione sia valutata come quella degli altri partecipanti alla rissa, ritenendosi vittima di persecuzione da parte di un malvivente della zona.
“Ho partecipato sì a quella rissa ma sono stato aggredito -scrive- pestato e difeso dalla morte sicura. Ero a terra e se non fosse stato per N.M. (altra persona coinvolta, la sua compagna) ero morto perché mi stavano finendo con la mazza da baseball. I fatti, assolutamente, sono diversi da da come li avete raccontati (ndr. sono stati ripresi da comunicazione delle forze dell’ordine). Il motivo è che io e la mia convivente siamo stati aggrediti e il fatto è stato ripreso da telecamere perché abbiamo fatto una denuncia per aggressione. Ci minacciano. I due che ci hanno aggredito sono stati mandati dalla persona denunciata, nota alle forze dell’ordine. E’ vero che avevo la pistola ma ci siamo difesi, se no ci ammazzavano. Il cutter è stato consegnato nelle mani dei carabinieri”.
La versione è poi ribadita ad un quotidiano locale. Concu racconta che l’aggressione è motivata dalla denuncia ad un aggressore, un marocchino con diversi precedenti, che proprio a causa di questa denuncia rischia la galera. A quell’episodio sarebbe collegata anche la scazzottata di qualche mese fa davanti ad un kebab di via Roma.
Racconta che sabato sera stava passeggiando tranquillamente in via Roma e l’individuo in questione si sarebbe avvicinato nuovamente chiedendogli di ritirare la denuncia. Di fronte al rifiuto di Concu, l’uomo avrebbe preso il telefonino e fatto una chiamata. Dopo poco è arrivato un furgone dal quale sono scese le due persone che si sono avvicinate minacciosamente alla coppia con l’intenzione di aggredirli. La pistola di cui si parla nella nota delle forze dell’ordine (in mano a Concu) sarebbe ad aria compressa, impugnata solo come deterrente per difendersi dalle ripetute minacce. Uno dei due gli avrebbe sferrato un pugno. Concu avrebbe perso i sensi e quello che è successo dopo gliel’avrebbe raccontato la sua compagna. Uno dei due avrebbe impugnato una mazza da baseball e la compagna avrebbe impedito il peggio usando lo spray al peperoncino. I tagli per i quali sono stati curati al pronto soccorso se li sarebbero procurati da soli per simulare l’aggressione. Solo il coraggio della sua compagna l’avrebbe salvato.
Ritenevamo corretto riportare la versione di uno dei protagonisti.

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