22 Febbraio 2017 - 16.56

CASO PFAS – Controlli sulla salute anche ai lavoratori Miteni

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TRISSINO – Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil di Vicenza fanno proprio l’appello dei Rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori (RLS) della Miteni di Trissino.
Il Piano di sorveglianza sulla popolazione esposta alle sostanze Perfluoroalchiliche (PFAS) predisposto dalla Regione Veneto nei confronti della popolazione residente nella cosiddetta zona rossa dei 21 comuni a rischio, infatti, non ha tenuto in considerazione i circa 120 lavoratori e lavoratrici della Miteni di Trissino.

“Riteniamo necessario che proprio chi ha vissuto per anni ogni giorno all’interno della ditta debba essere sottoposto ai controlli del Servizio Sanitario Regionale, al fine di poter meglio valutare gli effetti dell’esposizione a PFAS così come il piano stesso riporta tra i propri obiettivi. Riteniamo infatti che i citati dipendenti pur essendo sottoposti ai controlli aziendali, vadano ricompresi in un Piano Regionale che si prefigga concretamente la presa in carico della popolazione esposta e a questi si debbano aggiungere gli ex dipendenti.
Riteniamo che i dipendenti e gli ex dipendenti Miteni, anche se non residenti nei comuni della zona rossa, meritino l’attenzione del Servizio Sanitario Regionale e in assenza di risposte certe siamo pronti a manifestare dinanzi al palazzo della Regione insieme a tutti i lavoratori ed ex lavoratori della Miteni per farne sentire la voce, finora sommersa dalle parole di chi troppo spesso ne ha parlato come fossero numeri e non persone con storie, famiglie e una sola salute. La salute dei lavoratori Miteni non può e non deve essere dimenticata.
Come sindacato poi, non possiamo tacere la preoccupazione che gli stessi stanno vivendo, vuoi per l’incertezza del proprio futuro lavorativo, vuoi per una scelta incomprensibile da parte dell’azienda che di fronte alla necessità d’investimenti concreti assume un atteggiamento di ostilità fino ad arrivare alla disdetta di tutte gli accordi e le prassi aziendali. Contravvenendo non solo ad una storica e consolidata prassi di relazioni sindacali che hanno consentito di affrontare e superare molte difficoltà, ma anche contro i principi di buone relazioni sindacali previste dal CCNL Chimici Industria”.

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