11 Novembre 2015 - 14.40

VICENZA – Spedizioni puntive in Via Firenze e corso San Felice: la svolta, le espulsioni (VIDEO)

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Risse, spedizioni punitive fra via Firenze, corso San Felice e zona Campiello. Nell’ultimo mese se ne sono contate tre, tutte violente e tutte che hanno visto come protagonisti gruppi di immigrati nordafricani pluripregiudicati che si contendono il mercato della droga in zona. Grazie ad un’operazione sinergica della squadra mobile e dell’ufficio immigrazione della questura di Vicenza, è stata fermata la striscia di sangue e tre individui pericolosi sono stati allontanati dalla città. Due sono già nel centro espulsione di Caltanissetta, il terzo attende la partenza. Oltre a questi vi sono altri quattro algerini e un tunisino sono stati denunciati.
La svolta è arrivata con le indagini dopo l’ultimo episodio in via Firenze, nella serata del 31 ottobre quando tre individui armati fecero irruzione in un call center armati di mazza da baseball e armi da taglio in un momento in cui il centro era affollato e vi erano anche minorenni presenti. Due persone, inseguite da una banda rivale hanno cercato rifugio nel locale ma sono stati raggiunti e feriti.
Gli episodi sono da ricondurre ad una faida fra due bande rivali composte da soggetti di origine nordafricana (tunisini, algerini e siriani). Facendo chiarezza sull’episodio di via Firenze si è stabilito un collegamento certo con l’agguato dello scorso 23 ottobre nelle vicinanze del condominio Campiello in viale San Lazzaro e con quello della notte fra il 30 e 31 ottobre nelle vicinanze del Chicken&Chicken di corso San Felice.
Gli espulsi sono T. K. tunisino di 21 anni (già fotosegnalato 15) e M.M. tunisino di 30 anni che dal 2008 ha già collezionato ben 35 fotosegnalamenti per droga, risse, furti e quant’altro. Per un terzo soggetto, il siriano A. M. di 27 anni, si sta procedendo all’espulsione.
I denunciati per lesioni pluriaggravate in concorso sono L. A. algerino di 42 anni, A.A. tunisino di 32 anni, entrambi regolari. Vi è poi C. A. algerino di 26 anni, che solo due giorni fa ha presentato un certificato di paternità con una cittadina italiana e C.S.algerino di 30 anni.
. I primi tre parte offesa nella spedizione di via Firenze ma probabilmente aggressori in altri episodi.
Il 23 ottobre un primo episodio in cui due degli assalitori di via Firenze assieme ad una terza persona, vennero pestate e ferite. Uno dei tre riporta lesioni guaribili in 30 giorni per frattura al setto nasale e lesione cranio facciale. Nella notte fra il 30 e il 31 altra spedizione con arma bianca e una delle ‘vittime’ è finita in ospedale, con ferite guaribili in 25 giorni. Episodi gravi e violenti con finalità intimidatoria. Con le indagini non si è arrivati oltre alla denuncia, perché si tratta di un tipo di lesioni provocate, che non consentono mai adozioni di misure diverse se le persone non vengono intercettate in flagranza di reato.
Obiettivo della polizia è stata l’identificazione dei soggetti, la comprensione della dinamica dell’aggressione e soprattutto la conseguente procedura amministrativa per garantire l’allontanamento dal territorio italiano.
Si sta ora lavorando per ricostruire la dinamica e verificare le responsabilità delle altre due aggressioni. Fermo restando che per molti di questi soggetti sarà problematica, se non impossibile, la procedura d’espulsione poiché molte di queste persone hanno figli naturali in Italia o sono sposati con italiane e quindi legittimati a chiedere un titolo di soggiorno.
Essenziali per venire a capo dell’episodio di via Firenze sono state le immagini a circuito chiuso del call center e gli appostamenti e le fonti confidenziali della polizia.
“Siamo doppiamente soddisfatti -ha dichiarato il dirigente capo della squadra mobile di Vicenza, Davide Corazzini- perché sono stati presi i responsabili dell’aggressione, i mandanti e soprattutto per il curriculum personale con diversi reati in materia di spaccio di stupefacenti di questi soggetti, che gestiscono il mercato nella zona di via Firenze, viale Milano e corso San Felice”.
“Un’attività svolta velocemente con metodi tradizionali” ha dichiarato Roberto Minervini, ispettore superiore della seconda sezione della squadra mobile di Vicenza. “E’ stato difficile entrare in ‘empatia’ con queste persone e ricavare informazioni utili alle indagini, ma siamo riusciti efficacemente nel nostro intento”.
“Negli ultimi due giorni -ha aggiunto Giuseppe Sinatra, dirigente dell´ufficio immigrazione della questura vicentina- le indagini si sono concentrate sui tre soggetti, un siriano e due tunisini, con parentele in Italia, con mogli e figli italiani.
Uno dei tre era in Italia dal novembre 2014 e a suo carico vi erano già 15 fotosegnalamenti, spesso con diversi alias, sempre per reati legati allo spaccio. Si parla quindi di più di un reato al mese”

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