19 Novembre 2015 - 12.13

VENETO – Frode fiscale, ri-arrestato Ghiotto

GUARDIA DI FINANZA CONTROLLO DOCUMENTI CONTABILI ISPEZIONE FISCALE

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Questa mattina la Compagnia di Bassano del Grappa della guardia di finanza ha dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare, una in carcere ed una agli arresti domiciliari, e a 28 perquisizioni, provvedimenti emessi dal GIP e dalla Procura della Repubblica di Vicenza per emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Le 28 perquisizioni sono state eseguite in Veneto (province di Vicenza, Padova, Treviso, Verona e Belluno), Lombardia (provincia di Brescia) e Calabria (provincia di Crotone), presso le abitazioni dei titolari e le sedi delle società coinvolte nella frode fiscale. Le perquisizioni, che hanno visto impiegati circa 70 uomini (di cui una cinquantina del comando provinciale di Vicenza) sono avvenute quasi tutte in Veneto, nelle province di Vicenza (18), Treviso (4), Padova (2), Belluno (1) e Verona (1) – le rimanenti due in Lombardia (Montichiari -BS-) e in Calabria (in provincia di Crotone) – nelle abitazioni dei titolari e le sedi delle società coinvolte nella frode fiscale, operanti soprattutto nel settore del pellame e delle concerie.
La custodia cautelare in carcere è stata notificata ad Andrea Ghiotto, di anni 44, residente a Zermeghedo (VI), per aver emesso fatture per operazioni inesistenti utilizzando un’impresa che lo stesso, di fatto, gestiva attraverso Davide Zigiotto, di anni 61, di Cavaso del Tomba (TV), ora agli arresti domiciliari.
In base alle indagini di polizia giudiziaria, coordinate dal P.M. Dott. Gianni Pipeschi, i due soggetti arrestati, già noti per reati di carattere fiscale, adottavano lo schema tipico della frode perpetrata mediante l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, con il fine di permettere a terzi di evadere le imposte dirette e l’IVA.
In particolare, l’emissione delle fatture veniva operata da una società “cartiera”: la “Siva Service srl”, con sede a Romano d’Ezzelino. Le Fiamme Gialle hanno accertato, tra il 2013 e il 2014, un giro d’affari attorno a 1 milione e 800 mila euro. L’azienda risultava priva di qualsiasi capacità imprenditoriale e che non effettuava alcun versamento delle imposte.
I pagamenti, correlati alle fittizie operazioni, confluivano nei conti correnti della società “cartiera” per poi essere “dirottati” su conti correnti esteri, in particolare in Croazia, con causali non supportate da operazioni commerciali realmente effettuate. I successivi prelievi di denaro dai conti esteri da parte degli indagati sarebbero serviti per retrocedere il contante ai “beneficiari” della frode, trattenendone una percentuale.
Ghiotto, secondo l’inchiesta era la mente della frode mentre Ziggiotto, secondo quanto emerso dai pedinamenti, si sarebbe reso disponibile per prelevare i soldi in Croazia.

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Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

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