15 Novembre 2015 - 13.41

STRAGE PARIGI- È veneta l'unica vittima italiana: Valeria trovata morta

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Non ce l’ha fatta. Il suo sorriso si è spento per sempre. I suoi sogni di una vita si sono schiantati contro la follia omicida di un branco di disperati guerriglieri dell’Isis. Valeria Solesin sarebbe morta nell’attentato al Bataclan. Lo ha detto Corrado Ravagnani, il padre di Andrea, il fidanzato trentino della giovane che si trovava con lei al momento dell’attacco venerdì sera nella sala concerti Bataclan in cui tre attentatori suicidi hanno ucciso 89 persone.

“Purtroppo Valeria è morta”. Con voce distrutta dal dolore Corrado Ravagnani ha comunicato la notizia del ritrovamento del corpo della giovane. Valeria, 28 anni, di Venezia, viveva da sei anni a Parigi, era dottoranda borsista in Demografia alla Sorbona. Venerdì sera si trovava all’interno del teatro Bataclan di Parigi nel momento dell’attacco terroristico. Assieme a Valeria c’erano anche il fidanzato Andrea Ravagnani, 30 anni di Dro (Trento), rimasto leggermente ferito ad un orecchio, Chiara Ravagnani, 25 anni sorella di Andrea, e il suo fidanzato Stefano Peretti di Verona, tutti e due rimasti illesi.

Mai si sarebbero aspettati che una serata di musica tra amici potesse finire così. Anche quando i terroristi hanno iniziato a sparare Andrea e Valeria non hanno avuto subito coscienza che si trattattava di un attentato. “I primi colpi sembravano effetti speciali” ha detto Andrea, che a malapena ricorda qualcosa di quei terribili momenti. Poi la mattanza, quei colpi sparati per uccidere. I quattro amici, presi in ostaggio dagli attentatori, sono riusciti a salvarsi anche dopo la seconda sventagliata sulla folla inerme, a nascondersi. Dopo il blitz delle forze dell’ordine, quando è iniziato il fuggi fuggi generale, il gruppo si è diviso e ognuno ha pensato a mettersi in salvo. Anche Valeria, forse. L’unica della quale, però, non si è più avuta notizia. La famiglia fin da subito ha detto che Valeria non era tra le vittime. “Non è nella lista dei deceduti” aveva detto mamma Luciana. C’era una speranza quindi, un filo a cui aggrapparsi. Valeria poteva, doveva essere ancora viva. Poteva essere tra i feriti, quelli gravi, quelli senza conoscenza. Era senza documenti – li aveva persi proprio venerdì – ma c’era ancora, respirava ancora, da qualche parte, a Parigi. Bisognava solo aspettare. La famiglia è rimasta sempre in contatto con il ministero degli Esteri, senza mai perdere la speranza.

Una speranza sempre più debole: di Valeria nessuna traccia. Fino a qualche ora fa, quando è arrivata la notizia, ancora non ufficiale, della morte di Valeria. Il papà di Valeria però non ha ricevuto la notizia della morte della figlia dalla Farnesina ma da chi era con Valeria quel tragico 13 novembre. “Mi pare di capire che Valeria sia morta già venerdì” ha detto il padre. “Non abbiamo avuto nessuna notizia dalla Farnesina ma lo abbiamo appreso attraverso il fidanzato e gli amici che hanno seguito la vicenda lì a Parigi e avrebbero avuto notizie della sua morte”.

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