Magis, Rucco: “Cambio denominazione AGSM-AIM. Guai a svuotare il Consiglio comunale sul destino della società, Possamai chiarisca”

«AGSM AIM non è una società partecipata qualunque. È stata, come AIM, la società partecipata per antonomasia della città di Vicenza, una realtà che per oltre un secolo ha accompagnato lo sviluppo economico e sociale del territorio e che oggi, grazie alla fusione con la società veronese AGSM, continua a produrre utili importanti a beneficio del Comune e dei cittadini». Lo dichiara Francesco Rucco, già sindaco di Vicenza, oggi vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto e consigliere comunale.
«La fusione tra AIM e AGSM – ricorda Rucco – è una scelta strategica assunta dalla mia amministrazione di centrodestra insieme al Comune di Verona. Un’operazione complessa, coraggiosa e lungimirante, che ha dato vita a un grande gruppo industriale pubblico, solido e competitivo. Proprio per questo, ogni passaggio che riguarda identità, governance e indirizzo strategico della società deve essere trattato con il massimo rispetto delle istituzioni cittadine».
«Il cambio di denominazione in “Magis” può essere una conseguenza naturale del percorso di fusione. Nessuno mette in discussione il merito della scelta. Ciò che invece deve essere chiarito con assoluta trasparenza è il metodo con cui si è arrivati a questa decisione». Continua Rucco «Occorre inoltre chiarire se, alla luce dello Statuto comunale e delle norme che regolano il rapporto tra Comune e società partecipate, il coinvolgimento del Consiglio comunale fosse un passaggio dovuto. Perché, se così fosse, non saremmo di fronte a una semplice svista procedurale, ma a una violazione delle prerogative statutarie del Consiglio comunale».
«Le polemiche emerse a Verona rendono queste domande ancora più urgenti. Una decisione di questa portata, se assunta senza il necessario passaggio consiliare, configurerebbe un grave svuotamento del ruolo dell’assemblea elettiva, chiamata a rappresentare direttamente i cittadini di Vicenza, – sottolinea Rucco – non può essere considerata un orpello né un fastidio da aggirare. Il sindaco ha doveri precisi nei suoi confronti e non può considerarlo bypassabile per semplificare le operazioni o accelerare i tempi.»
«AIM, oggi parte di un grande gruppo industriale, resta un patrimonio della città. Le decisioni che ne riguardano identità e indirizzo strategico devono passare dal Consiglio comunale, sempre. Le scorciatoie non rendono più efficiente la politica: la rendono più debole. Su questo l’Amministrazione è chiamata a fare piena chiarezza».
















