27 Novembre 2015 - 11.33

BRENDOLA – Pericolo e danni per i troppi animali selvatici

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Al via un’indagine per misurare i danni causati dal sovrappopolamento, per poi procedere coi piani di contenimento
I territori dei colli berici possono tirare un sospiro di sollievo, perchè dall’incontro convocato negli scorsi giorni in Regione e promosso dal Comune di Brendola come capofila, sono emerse le linee condivise da seguire per un’azione efficace volta al contenimento delle specie dannose per il territorio e per l’agricoltura.
L’incontro ha avuto luogo di fronte a Giuseppe Pan, assessore regionale all’agricoltura, alla caccia e alla pesca, e a Sergio Berlato, presidente della terza commissione consiliare con competenze nei medesimi ambiti. La delegazione giunta a Venezia era invece composta dal sindaco di Brendola Renato Ceron e dal vicesindaco Bruno Beltrame, e con loro da Claudio Catagini (sindaco di Altavilla), Luigina Crivellaro (sindaco di Zovencedo), Giampaolo Chiodi (vicesindaco di Grancona) e Claudio Meggiolaro (Comandante Polizia Provinciale di Vicenza). Assenti per motivi di forza maggiore, ma solidali con le problematiche delle altre amministrazioni i comuni di Longare e Arcugnano.
I problemi manifestati dagli amministratori sono noti, e riguardano i numerosi danni all’agricoltura e i pericoli per l’incolumità dell’uomo connessi al sovrappopolamento e alla presenza incontrollata di tre specie in particolare: i cinghiali, i caprioli e le nutrie.
Spostandosi liberamente in un areale esteso lungo tutta la dorsale dei colli berici, queste specie ­ che non incontrano nel territorio specifici predatori in grado di bilanciarne la presenza ­ invadono terreni agricoli e sentieri, devastando colture o, nel caso delle nutrie, anche argini fluviali; rappresentano inoltre una minaccia per la viabilità e per la diffusione di malattie, e nel caso dei cinghiali anche per i rischi di attacco diretto alle persone che dovessero incrociare lungo i percorsi boschivi. I funzionari, raccolte le istanze da parte della delegazione, hanno indicato il percorso da intraprendere, che come primo passo prevede l’invio della documentazione di tutti i danni riscontrati alla Provincia, cui poi spetterà il compito di fare rapporto all’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).
Una volta espletato questo passaggio, alla Provincia toccherà poi definire un piano di abbattimento sulla base delle indicazioni numeriche fornite dall’ISPRA, e che varrà per gli ungulati selvatici (cinghiali e caprioli); le nutrie invece potranno essere abbattute nell’ordinario periodo venatorio dai cacciatori in possesso di regolare licenza di caccia e secondo le norme che ne disciplinano l’attività.
Attraverso questo passaggio, il Veneto potrebbe quindi presto allinearsi al percorso già intrapreso dalla Toscana, dove è in approvazione una legge per introdurre un piano interventi chiaro e definito per tutti i Comuni. L’idea è quella di procedere solo un volta raccolti parametri misurabili e monitoraggi costanti delle popolazioni, così da rendere meno invasiva e il più efficace possibile l’azione di contenimento.
“Sia chiaro ­ precisa il sindaco di Brendola Renato Ceron ­, nessuno qui vuole eliminare una specie dal territorio. L’obbiettivo è quello di contenerla numericamente, di modo che ogni popolazione selvatica possa vivere in armonia con le esigenze dell’uomo, e senza rappresentare un pericolo. In questa direzione, per rendere più corretta e completa l’analisi che andremo ad avviare, invitiamo tutti i nostri cittadini a fare la propria parte, segnalando e documentando anche con foto o video gli eventuali danni causati da questi animali all’interno delle loro proprietà”.

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