BRENDOLA – Pericolo e danni per i troppi animali selvatici
Al via un’indagine per misurare i danni causati dal sovrappopolamento, per poi procedere coi piani di contenimento
I territori dei colli berici possono tirare un sospiro di sollievo, perchè dall’incontro convocato negli scorsi giorni in Regione e promosso dal Comune di Brendola come capofila, sono emerse le linee condivise da seguire per un’azione efficace volta al contenimento delle specie dannose per il territorio e per l’agricoltura.
L’incontro ha avuto luogo di fronte a Giuseppe Pan, assessore regionale all’agricoltura, alla caccia e alla pesca, e a Sergio Berlato, presidente della terza commissione consiliare con competenze nei medesimi ambiti. La delegazione giunta a Venezia era invece composta dal sindaco di Brendola Renato Ceron e dal vicesindaco Bruno Beltrame, e con loro da Claudio Catagini (sindaco di Altavilla), Luigina Crivellaro (sindaco di Zovencedo), Giampaolo Chiodi (vicesindaco di Grancona) e Claudio Meggiolaro (Comandante Polizia Provinciale di Vicenza). Assenti per motivi di forza maggiore, ma solidali con le problematiche delle altre amministrazioni i comuni di Longare e Arcugnano.
I problemi manifestati dagli amministratori sono noti, e riguardano i numerosi danni all’agricoltura e i pericoli per l’incolumità dell’uomo connessi al sovrappopolamento e alla presenza incontrollata di tre specie in particolare: i cinghiali, i caprioli e le nutrie.
Spostandosi liberamente in un areale esteso lungo tutta la dorsale dei colli berici, queste specie che non incontrano nel territorio specifici predatori in grado di bilanciarne la presenza invadono terreni agricoli e sentieri, devastando colture o, nel caso delle nutrie, anche argini fluviali; rappresentano inoltre una minaccia per la viabilità e per la diffusione di malattie, e nel caso dei cinghiali anche per i rischi di attacco diretto alle persone che dovessero incrociare lungo i percorsi boschivi. I funzionari, raccolte le istanze da parte della delegazione, hanno indicato il percorso da intraprendere, che come primo passo prevede l’invio della documentazione di tutti i danni riscontrati alla Provincia, cui poi spetterà il compito di fare rapporto all’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).
Una volta espletato questo passaggio, alla Provincia toccherà poi definire un piano di abbattimento sulla base delle indicazioni numeriche fornite dall’ISPRA, e che varrà per gli ungulati selvatici (cinghiali e caprioli); le nutrie invece potranno essere abbattute nell’ordinario periodo venatorio dai cacciatori in possesso di regolare licenza di caccia e secondo le norme che ne disciplinano l’attività.
Attraverso questo passaggio, il Veneto potrebbe quindi presto allinearsi al percorso già intrapreso dalla Toscana, dove è in approvazione una legge per introdurre un piano interventi chiaro e definito per tutti i Comuni. L’idea è quella di procedere solo un volta raccolti parametri misurabili e monitoraggi costanti delle popolazioni, così da rendere meno invasiva e il più efficace possibile l’azione di contenimento.
“Sia chiaro precisa il sindaco di Brendola Renato Ceron , nessuno qui vuole eliminare una specie dal territorio. L’obbiettivo è quello di contenerla numericamente, di modo che ogni popolazione selvatica possa vivere in armonia con le esigenze dell’uomo, e senza rappresentare un pericolo. In questa direzione, per rendere più corretta e completa l’analisi che andremo ad avviare, invitiamo tutti i nostri cittadini a fare la propria parte, segnalando e documentando anche con foto o video gli eventuali danni causati da questi animali all’interno delle loro proprietà”.

















