Case da pazzi… in Cina: demolita abitazione stile “Studio Ghibli” di 10 piani costruita senza permessi

Nel villaggio di Xingyi, nella provincia sud-occidentale cinese del Guizhou, le autorità hanno demolito una singolare abitazione di dieci piani che negli anni era diventata una vera e propria attrazione turistica, paragonata da molti visitatori ai mondi immaginari dello Studio Ghibli.
La struttura, nata come un normale bungalow in pietra, era stata trasformata dal proprietario Chen Tianming in un edificio piramidale composto da stanze sovrapposte, costruite progressivamente nell’arco di circa otto anni. Un progetto personale costato circa 200.000 yuan (circa 29.000 dollari), che aveva attirato curiosi e turisti da tutta la regione.
Secondo quanto riportato, la casa è stata riportata al suo stato originario in poche ore. Le autorità locali hanno giustificato l’intervento sostenendo l’assenza dei necessari permessi di costruzione e la presenza di potenziali rischi per la sicurezza dell’edificio, sorretto anche da impalcature in bambù.
La vicenda si inserisce in una lunga tensione tra il proprietario e le autorità del villaggio. Il terreno su cui sorgeva l’abitazione rientrava infatti in un’area interessata da un progetto di riqualificazione turistica avviato già nel 2018, che aveva portato alla demolizione di gran parte del villaggio. La famiglia di Chen si era però rifiutata di lasciare la proprietà, dando avvio alla progressiva costruzione verticale della casa.
Nel corso degli anni, l’edificio era diventato noto come una delle cosiddette “case dei chiodi”, abitazioni simbolo di resistenza ai progetti di sviluppo immobiliare. Le autorità avevano più volte minacciato la demolizione, fino all’ordine definitivo arrivato nei giorni scorsi, che imponeva lo sgombero entro una precisa scadenza.
Dopo l’intervento delle forze dell’ordine, Chen e i suoi genitori sono stati allontanati dall’abitazione mentre venivano avviate le operazioni di abbattimento. Il proprietario ha dichiarato di voler valutare azioni legali per contestare la demolizione, affermando di non escludere un tentativo di recupero della struttura.
Per molti visitatori, la casa rappresentava un’architettura fuori dagli schemi, quasi sospesa tra realtà e fantasia. Per le autorità, invece, si trattava di una costruzione abusiva da rimuovere.













