Bloccate nella neve: ventenni senza attrezzature salvate ‘tra le nuvole’ sulle Dolomiti

San Vito di Cadore (BL), 11 maggio 2026 — Doveva essere una panoramica escursione tra i panorami della Croda da Lago, ma il rientro si è trasformato in un imprevisto tutt’altro che primaverile: due turiste statunitensi di poco più di vent’anni sono rimaste bloccate nella neve a oltre quota 2000 metri, incapaci di proseguire lungo il percorso verso la Val de Formin.
Le ragazze avevano completato la salita senza difficoltà, ma durante la discesa verso nord, in direzione di Ru Curto, hanno trovato un tratto ancora coperto da neve continua. Dopo circa 300 metri di dislivello in discesa, si sono ritrovate in condizioni critiche: piedi bagnati, freddo intenso e attrezzatura non adeguata per affrontare un ambiente ancora pienamente invernale, nonostante il calendario dica maggio.
A complicare la situazione sono state le condizioni meteo in rapido peggioramento, con nuvolosità bassa e visibilità ridotta che hanno reso impossibile l’intervento immediato dell’elicottero del Suem di Pieve di Cadore. È così scattata la macchina dei soccorsi a terra, con l’attivazione delle squadre del Soccorso alpino di San Vito di Cadore e Cortina d’Ampezzo, insieme ai militari del Soccorso alpino della Guardia di finanza.
Per ore, le due escursioniste sono rimaste ferme in ambiente innevato, mentre i soccorritori cercavano di raggiungerle tra le difficoltà del terreno e il peggioramento della visibilità. Poi, un varco improvviso nelle nubi ha cambiato lo scenario: l’eliambulanza è riuscita a intervenire, sbarcando in hovering un tecnico e un medico del soccorso alpino nelle vicinanze del punto in cui si trovavano le ragazze.
Raggiunte a piedi, le escursioniste sono state accompagnate fino all’elicottero e fatte salire a bordo. Dopo una prima valutazione sanitaria, fortunatamente senza conseguenze gravi, sono state trasportate a valle e lasciate in località Peziè de Parù, dove sono state prese in carico dal Soccorso alpino e riaccompagnate al proprio mezzo.
Un intervento che si è concluso senza feriti, ma che riporta ancora una volta l’attenzione su quanto le condizioni in montagna possano cambiare rapidamente, anche in piena primavera, trasformando un’escursione panoramica in una situazione di emergenza.













