Veneto – 18enni scalano di notte il campanile per fare un video social a 93 metri di altezza: fermati dopo la fuga

Volevano un video estremo da pubblicare sui social, ma la loro impresa si è conclusa con una denuncia. Tre giovani – due 18enni e un minorenne – sono stati fermati a Lendinara, in provincia di Rovigo, dopo essersi arrampicati di notte sul campanile del duomo di Santa Sofia, alto oltre 90 metri e chiuso al pubblico per motivi di sicurezza.
I ragazzi, partiti dalle province di Milano e Brescia, sono arrivati in Veneto in treno con un obiettivo preciso: scalare la torre e filmare tutto, seguendo la moda dell’“urbex climbing”, che consiste nell’esplorare e documentare luoghi abbandonati o vietati.
Intorno alle 22.30 di venerdì 24 aprile, i tre hanno superato le recinzioni dell’area – interdetta dal 2019 – e forzato un accesso alla struttura. Da lì hanno iniziato la salita al buio fino alla sommità del campanile, raggiungendo la lanterna sopra la cella campanaria, proprio sotto la statua dell’angelo che domina la piazza.
A far scattare l’allarme sono stati alcuni giovani presenti nel vicino centro parrocchiale, che hanno notato delle sagome in cima alla torre. Sul posto sono arrivati in pochi minuti il parroco don Alberto Rimbano e la sindaca Francesca Zeggio, che hanno subito contattato i carabinieri.
Nel frattempo, scoperti, i ragazzi sono scesi e hanno tentato di fuggire. Ne è nato un inseguimento improvvisato nelle vie attorno al duomo: sindaca e parroco, con l’aiuto di alcuni animatori, sono riusciti a bloccarli e a trattenerli fino all’arrivo delle forze dell’ordine.
I giovani hanno provato a giustificarsi sostenendo di aver visto video simili online e che l’accesso fosse già aperto, ma gli accertamenti hanno smentito la loro versione.
Per tutti e tre è scattata la denuncia. Gli investigatori hanno inoltre sequestrato gli smartphone e una action cam utilizzata per le riprese, impedendo la diffusione del video.
Il campanile di Santa Sofia è considerato a rischio: non è visitabile per problemi strutturali e da anni è vietato anche avvicinarsi all’area a causa di possibili distacchi di materiale.
«Un gesto che poteva avere conseguenze molto gravi – ha commentato la sindaca Zeggio – per qualche visualizzazione si mette a rischio la vita». Sulla stessa linea il parroco, che ha espresso preoccupazione per i pericoli corsi dai ragazzi.










