9 Marzo 2026 - 11.39

Usa e Israele hanno trascinato il mondo in una guerra che durerà a lungo? Molto probabile…

A una settimana dall’inizio del conflitto tra Iran, Stati Uniti e alleati nel Golfo, una domanda domina le analisi internazionali: l’Iran ha la capacità di sostenere questa guerra nel lungo periodo?

La risposta degli esperti indica che Teheran non è destinata a cedere rapidamente. Il regime si è preparato nei mesi precedenti per resistere a un confronto prolungato, sviluppando capacità offensive e difensive diversificate e risorse significative, soprattutto nel campo dei droni e dei missili.

Missili e droni: resistenza e capacità asimmetriche

Se il numero di missili balistici iraniani utilizzabili è diminuito, in parte a causa della loro distruzione o uso, gli attacchi continuano grazie ai droni Shahed, che possono essere prodotti in grandi quantità e lanciati da numerose località. Questi droni a lungo raggio consentono a Teheran di mantenere pressioni offensive anche con armamenti che non richiedono sofisticate piattaforme militari.

L’Iran ha già lanciato centinaia di droni e missili contro Stati del Golfo, incluse Arabia Saudita, Kuwait, Bahrain, Emirati Arabi Uniti e altri, causando danni a infrastrutture civili e militari nonostante molte minacce siano state intercettate dalle difese aeree.

Impatto regionale e tattiche di guerra

Gli attacchi iraniani non si limitano alle capacità balistiche classiche, ma comprendono azioni con droni e raid su obiettivi civili e strategici, come impianti di desalinizzazione e infrastrutture critiche in diversi Paesi del Golfo.

Le forze nemiche (USA e Israele) hanno lanciato ampie campagne aeree e colpito numerosi siti iraniani, mirando a degradare le capacità offensive di Teheran. Secondo dati recenti, missili balistici e droni iraniani intercettati sono stati centinaia, con difese aeree nei Paesi colpiti che spiegano di aver neutralizzato gran parte delle minacce.

Un conflitto prolungato

Gli esperti militari concordano che il conflitto rischia di protrarsi per mesi, soprattutto perché l’Iran mantiene la capacità di continuare attacchi con droni a costo relativamente basso e può cercare di interrompere traffici marittimi nello Stretto di Hormuz, una delle arterie vitali per il petrolio mondiale.

Secondo fonti di intelligence, pur con decine di attacchi balistici lanciati e poi ridotti dall’offensiva nemica, Teheran può continuare a mobilitare risorse offensive nel tempo, soprattutto attraverso la produzione di droni e tattiche asimmetriche.

Rischi e conseguenze

Il prolungarsi delle ostilità comporta pesanti rischi regionali e globali: il traffico petrolifero nel Golfo rimane fortemente disturbato, con aumento dei prezzi dell’energia; alcuni Paesi hanno richiesto misure di difesa più robuste; e la sicurezza dei civili è messa a rischio dai lanci che avvengono anche in aree densamente popolate.

Nel frattempo, attacchi e contromisure continuano su diversi fronti, con difese aeree in allerta, evacuazioni diplomatiche e ripercussioni economiche e strategiche che si estendono ben oltre il Medio Oriente.

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