Nord Est – Confiscati beni per 1,5 milioni a imprenditore: villa, auto di lusso e orologi finiscono allo Stato

Le Fiamme Gialle di Trieste hanno eseguito un provvedimento emesso dal Tribunale del capoluogo – Sezione Misure di Prevenzione – che ha disposto la confisca definitiva di beni e possidenze per un valore complessivo di 1,5 milioni di euro. Il destinatario è un imprenditore di origini laziali ritenuto di “pericolosità sociale”, più volte coinvolto in fatti delittuosi nella circoscrizione distrettuale triestina.
I beni confiscati
Tra i beni sottratti al soggetto figurano:
- una lussuosa villa con piscina;
- un appartamento;
- cinque autovetture di lusso (Mercedes e Audi);
- undici orologi di pregio (Rolex e Cartier);
- 150.000 euro, di cui 47.000 depositati presso un istituto di credito in Austria.
Il profilo del destinatario
L’imprenditore ha precedenti per reati gravi come riciclaggio, ricettazione, associazione per delinquere, truffa, reati tributari, omicidio colposo e detenzione di materiale pedopornografico. La sua attività criminale si è sviluppata soprattutto attraverso truffe realizzate a livello nazionale, con aziende operanti in Friuli Venezia Giulia e legate alla commercializzazione di auto importate dalla Germania.
Le frodi riguardavano la vendita di veicoli indicati come “seminuovi”, ma con chilometraggi alterati e immatricolazioni irregolari presso la Motorizzazione Civile, causando il sequestro delle carte di circolazione per gli acquirenti ignari. Complessivamente, i soggetti truffati sono stati 835, di cui 111 residenti in Friuli Venezia Giulia (55 a Pordenone, 37 a Udine e 19 a Trieste).
Accertamenti patrimoniali
Le indagini patrimoniali ed economico-finanziarie, curate dal Gruppo Investigazioni Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) e estese anche al nucleo familiare, hanno rilevato l’intestazione fittizia di una villa di lusso a nome della moglie e una sproporzione tra i redditi dichiarati e le disponibilità finanziarie, quantificata in 4 milioni di euro.
Decisione giudiziaria
Sulla base di queste evidenze, il Tribunale di Trieste ha disposto la confisca, recentemente confermata dalla Corte di Cassazione. I beni e valori accumulati tramite attività illecite sono ora acquisiti al patrimonio dello Stato, sancendo il carattere definitivo e risolutivo della misura.










