6 Marzo 2026 - 16.16

Sorpresa! La “ricetta Trump” non funziona: negli Usa crollano i posti di lavoro e cresce la disoccupazione

Il mercato del lavoro negli Stati Uniti mostra segnali di improvvisa debolezza e mette in discussione la tenuta della strategia economica della Casa Bianca. Gli ultimi dati ufficiali indicano infatti una contrazione inattesa dell’occupazione, riaccendendo i timori che la crescita americana possa rallentare più del previsto.

Secondo le statistiche diffuse dal Dipartimento del Lavoro, nel mese scorso il numero di posti di lavoro è diminuito di 92.000 unità, mentre il tasso di disoccupazione è salito al 4,4%. Un risultato che ha sorpreso gli analisti, i quali si aspettavano invece una situazione stabile sul fronte delle assunzioni.

Si tratta della maggiore perdita mensile di occupazione da ottobre, quando il governo federale era stato costretto a chiudere temporaneamente. Il dato arriva inoltre in un momento delicato per l’economia statunitense, con il timore che l’impennata dei prezzi del petrolio, legata alla guerra tra Stati Uniti e Israele in Iran, possa mettere sotto pressione la crescita economica.

Il rallentamento ha coinvolto quasi tutti i settori dell’economia. Anche il comparto sanitario, solitamente tra i più solidi nella creazione di nuovi posti di lavoro, ha registrato un calo a causa degli scioperi che hanno interessato il settore nel mese scorso.

Prosegue inoltre la riduzione dell’occupazione nel settore pubblico. Nel solo ultimo mese l’occupazione nel governo federale è scesa di 10.000 unità. Dal picco registrato nell’ottobre 2024, il numero di dipendenti federali è diminuito complessivamente di 330.000 unità, pari a circa l’11%, sempre secondo il Dipartimento del Lavoro.

Lo stesso rapporto ha inoltre rivisto al ribasso i dati dei mesi precedenti, indicando che la crescita dei posti di lavoro a dicembre e gennaio è stata inferiore alle stime iniziali.

Anche nel caso in cui il settore sanitario dovesse recuperare nei prossimi mesi, i numeri diffusi ora rischiano di indebolire ulteriormente le aspettative di una ripresa dell’occupazione dopo il rallentamento del 2025, che è stato l’anno più debole per il mercato del lavoro statunitense dopo la pandemia.

Samuel Tombs, capo economista statunitense di Pantheon Macroeconomics, ha commentato con scetticismo il quadro emerso dai dati.

«Quale stabilizzazione?» ha scritto in una nota diffusa dopo la pubblicazione del rapporto. «L’idea che il mercato del lavoro abbia cambiato rotta implode con questo rapporto».

Le ripercussioni non si sono fatte attendere anche sui mercati finanziari: le borse di Wall Street hanno registrato un calo, mentre cresce la pressione politica sul presidente Donald Trump, che durante la sua campagna elettorale aveva fatto della promessa di rilanciare l’economia uno dei pilastri principali.

I democratici hanno subito attaccato l’amministrazione. La senatrice Elizabeth Warren ha dichiarato che i dati dimostrano come la Casa Bianca stia «affondando il mercato del lavoro».

Di segno opposto la posizione dei vertici dell’amministrazione. In un’intervista alla CNBC, Kevin Hassett, direttore del National Economic Council, ha minimizzato la portata del rapporto e ha ribadito la fiducia in una ripresa della crescita.

«Ci sarà così tanta attività che tutti potranno trovare un lavoro che desiderano», ha affermato.

Il quadro complica però anche le scelte della Federal Reserve, la banca centrale statunitense. In presenza di un mercato del lavoro in indebolimento, la Fed normalmente interverrebbe tagliando i tassi di interesse per stimolare l’economia.

Tuttavia gli analisti sottolineano che l’aumento dei prezzi del petrolio potrebbe alimentare nuove pressioni inflazionistiche, rendendo più difficile una decisione di questo tipo.

«I numeri di oggi potrebbero aver messo la Fed tra l’incudine e il martello», ha commentato Ellen Zentner, capo stratega economica di Morgan Stanley Wealth Management.

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Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

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