Caos nei cieli del Medio Oriente: migliaia di voli cancellati e passeggeri bloccati

La guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha generato una crisi senza precedenti nel trasporto aereo globale, con centinaia di voli cancellati e decine di migliaia di passeggeri intrappolati negli aeroporti di tutto il Medio Oriente. Gli effetti si sono fatti sentire ben oltre la regione, coinvolgendo hub da Bali a Francoforte.
Lunedì mattina i voli cancellati superavano già quota 1.200, tra cui centinaia operati dai principali vettori del Golfo come Emirates Airlines, Etihad Airways e Qatar Airways. Anche altre compagnie internazionali, tra cui Air India, hanno dovuto sospendere i collegamenti tra Asia, Europa e Nord America, creando un ingorgo aereo che ricorda i peggiori momenti della pandemia di Covid-19.
Lo spazio aereo sopra Iran, Iraq, Kuwait, Israele, Bahrein, Emirati Arabi Uniti e Qatar è rimasto praticamente vuoto, mentre i principali aeroporti di transito, tra cui Dubai, Abu Dhabi e Doha, sono stati chiusi o sottoposti a severe restrizioni. L’interruzione prolungata dei voli ha generato enormi difficoltà logistiche: equipaggi e piloti sono rimasti sparsi in tutto il mondo, complicando la ripresa dei collegamenti una volta riaperti i cieli.
I passeggeri hanno vissuto momenti di grande incertezza: code interminabili agli sportelli di assistenza, attese sui bagagli e assenza di informazioni certe sui voli. Alcuni viaggiatori hanno tentato alternative costose, come i jet privati dall’Arabia Saudita verso l’Europa, con tariffe fino a 350.000 dollari.
Oltre al disagio per i viaggiatori, la situazione ha avuto ripercussioni economiche immediate. I mercati azionari globali hanno registrato cali significativi, mentre i prezzi del petrolio sono schizzati: il greggio Brent ha superato gli 80 dollari al barile, con proiezioni fino a 100 dollari. Le compagnie aeree, tra cui Japan Airlines, Singapore Airlines, Qantas e Cathay Pacific, hanno subito forti pressioni, con titoli in caduta per i timori sui costi operativi e la logistica compromessa.
Secondo gli esperti, l’impatto maggiore riguarda non solo i passeggeri, ma anche le merci e il traffico commerciale, con il Golfo che rappresenta un nodo strategico per il trasporto aereo intercontinentale. La combinazione di cieli chiusi, rotte alternative più lunghe e conflitti regionali aggiuntivi, come quelli tra Pakistan e Afghanistan, aumenta il rischio di ulteriori interruzioni.
Gli analisti sottolineano che una chiusura così estesa degli hub del Golfo non ha precedenti nella storia recente: l’ultima interruzione globale simile risale alla crisi dei voli durante la pandemia. La situazione rimane in evoluzione, con migliaia di passeggeri ancora in attesa di poter riprendere il viaggio e compagnie aeree impegnate a riorganizzare flotte ed equipaggi in condizioni di estrema complessità.
















