11 Febbraio 2026 - 10.05

Redditi in salita, l’Italia corre più di Germania e Francia: +1,7% nel trimestre, Meloni esulta

Il reddito reale pro capite delle famiglie italiane continua a crescere e nel confronto internazionale l’Italia si posiziona ai vertici. Secondo i dati diffusi dall’Ocse, nel terzo trimestre del 2025 l’incremento è stato dell’1,7%, il più marcato tra i 38 Paesi industrializzati e in netta controtendenza rispetto alla media dei partner del G7.

A trainare il risultato è stata soprattutto la crescita delle retribuzioni dei dipendenti, che – insieme a quella registrata in Polonia – risulta tra le più sostenute dalla fine del 2022 nell’area Ocse. Il dato conferma quanto già emerso da un’analisi della Fondazione Edison su numeri Eurostat.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato i dati sui social sottolineando che, dopo le rilevazioni Istat ed Eurostat, anche l’Ocse certifica segnali positivi sul potere d’acquisto degli italiani. Nel terzo trimestre 2025 l’aumento dell’1,7% sarebbe circa il triplo rispetto ai risultati di Spagna e Germania, mentre in Francia si registra un calo. Nel periodo compreso tra il quarto trimestre 2024 e il terzo trimestre 2025, la crescita è stata del 3,5%, contro lo 0,9% della Spagna, lo 0,3% della Germania e il -0,4% della Francia. Dall’insediamento del governo al terzo trimestre 2025 il potere d’acquisto per abitante segna un +7,5%, dato che – secondo la premier – compensa l’alta inflazione del biennio 2022-2023. Rispetto al periodo pre-Covid, l’aumento è del 7,7%. «Sono dati che ci rendono orgogliosi, che smentiscono molte narrazioni e che ci spingono a proseguire su questa strada, con la consapevolezza che c’è ancora molto da fare», ha scritto Meloni.

Nel quadro generale Ocse, l’indicatore del reddito reale pro capite delle famiglie è cresciuto in media solo dello 0,3% negli ultimi tre mesi dello scorso anno. L’Italia supera la Germania, che ha segnato un +0,9%, e batte gran parte dei Paesi del G7. Nel complesso, il reddito delle famiglie del gruppo delle grandi economie risulta stagnante, anche per effetto del -0,8% registrato nel Regno Unito, dove pesano disoccupazione elevata, inflazione e aumento delle imposte su reddito e patrimonio, a fronte di un Pil reale pro capite rimasto piatto.

In Francia e Canada il reddito reale pro capite delle famiglie è diminuito rispettivamente dello 0,3% e dello 0,1%, nonostante una crescita del Pil reale pro capite pari allo 0,4% e allo 0,5%, a causa dell’aumento dell’inflazione. Negli Stati Uniti l’incremento dei prezzi al consumo ha determinato un calo dello 0,1%, interrompendo il più lungo periodo di crescita continua post-Covid.

Tra i Paesi Ocse il calo più marcato è quello dei Paesi Bassi, dove il reddito familiare reale pro capite è sceso dell’1,6%: gli aumenti dei contributi sociali netti e delle imposte su reddito e patrimonio hanno più che compensato la crescita delle retribuzioni.

Per l’Italia il dato conferma un progressivo recupero rispetto al periodo pre-pandemico, anche se il divario non è ancora del tutto colmato. L’aumento delle disponibilità delle famiglie è considerato tra i fattori che nell’ultimo anno hanno spinto le agenzie di rating a rivedere al rialzo le valutazioni sul Paese. Nell’ultima parte del 2025, inoltre, l’Istat ha rilevato un aumento della propensione al risparmio delle famiglie, ai massimi dal terzo trimestre 2009, escludendo la fase della pandemia.

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