Vicenza, tanta ricchezza e poca sicurezza: allarme sulla carenza di polizia dalla Camera di Commercio

La Camera di Commercio di Vicenza lancia un allarme netto e documentato sul progressivo indebolimento dei presidi di sicurezza nella provincia.
Un’analisi approfondita, elaborata dall’Ufficio Studi dell’Ente camerale, mette in luce una situazione definita paradossale: Vicenza è la prima provincia del Veneto per valore economico, ma una delle ultime per dotazione di personale della Polizia di Stato, anche in rapporto alle attività economiche presenti sul territorio.
In qualità di organo di sintesi del sistema economico territoriale, la Camera di Commercio manifesta una profonda preoccupazione per una carenza che rischia di avere conseguenze non solo sul piano dell’ordine pubblico, ma anche su quello della competitività e dell’attrattività economica.
I dati parlano chiaro. Considerando la media delle percentuali di composizione tra le province venete per popolazione, imprese, occupati, esportazioni e valore aggiunto, Vicenza concorre per il 19,7% al valore economico del Veneto, collocandosi al primo posto davanti a Verona (19,3%), Padova (19,1%) e Treviso (18,3%), e superando nettamente Venezia (15,1%), Belluno (4,3%) e Rovigo (4%).
Nonostante questo primato economico, la quota di personale della Polizia di Stato assegnata alla Questura di Vicenza e al Commissariato di Bassano del Grappa, secondo l’ultimo Decreto del Capo della Polizia, è pari ad appena il 9% del totale regionale. Un dato nettamente inferiore rispetto al 27,6% di Venezia, al 19,7% di Padova e al 17,4% di Verona, anche tenendo conto della presenza, nel caso di Padova, di aeroporto e squadra mobile.
Ancora più preoccupante è il rapporto tra risorse di polizia e criminalità registrata. Con oltre 26.000 delitti denunciati, Vicenza detiene il primato negativo regionale per numero di delitti per agente di polizia, con 106,3 reati per operatore. Un valore decisamente superiore a quello di Treviso (84,1) e Verona (67,5), quasi doppio rispetto a Padova (58,4) e Venezia (53,15), e lontanissimo dai numeri di Rovigo (26,3) e Belluno (21,8).
La sproporzione emerge anche considerando l’effettiva presenza di agenti in rapporto alla popolazione. Vicenza registra un solo agente ogni 2.482 abitanti, il dato peggiore del Veneto. A titolo di confronto, Rovigo conta un agente ogni 850 abitanti, Padova uno ogni 950 e Verona circa uno ogni 1.600.
L’analisi storica, basata su dati forniti dalle organizzazioni sindacali, conferma una erosione costante degli organici negli ultimi anni. Dai 491 poliziotti del 2008, si è scesi agli attuali 344, con una perdita netta di 147 unità.
Nel dettaglio, la Questura di Vicenza ha perso circa un terzo del personale, la Polizia Stradale è passata da 57 a 29 agenti e la Polizia Ferroviaria da 42 a 24, risultando di fatto dimezzate.
Il quadro è ulteriormente aggravato da un contesto territoriale che vede un numero significativo di Carabinieri assorbiti da reparti con finalità internazionali, come Coespu e Setaf.
Sul tema interviene il presidente della Camera di Commercio di Vicenza, Giorgio Xoccato:
«In quanto sintesi delle forze economiche del territorio – commenta – come Camera di Commercio abbiamo voluto contribuire alla riflessione pubblica sul tema portando dei dati che evidenziano chiaramente la sproporzione tra il valore economico generato e la concentrazione di attività economiche presenti nel territorio rispetto alle assegnazioni alla Questura. Consideriamo inoltre che Vicenza è fanalino di coda in una regione, il Veneto, che insieme alla Lombardia è essa stessa all’ultimo posto per numero di forze dell’ordine per abitante. Non chiediamo privilegi, ma un riequilibrio basato sui dati reali».
Xoccato sottolinea anche le ricadute economiche della carenza di sicurezza:
«Sul piano strettamente economico, è evidente che il presidio del territorio e la garanzia della sua sicurezza siano degli elementi essenziali anche dal punto di vista della competitività del territorio stesso, in termini di capacità di mantenere e attrarre gli investimenti e anche le risorse di personale, senza contare naturalmente il disincentivo al fare impresa rappresentato dai reati commessi contro i beni delle aziende».
Infine, l’attenzione si concentra anche sulla sicurezza percepita, in particolare nel capoluogo e nel centro storico:
«Questo aspetto è importante anche per la capacità di attrazione di nuove attività, che a propria volta possono contribuire a mantenere vivo il centro storico prevenendo così possibili fenomeni di degrado. Per questo ci uniamo alla richiesta di un tavolo di confronto con il Ministero dell’Interno affinché la provincia di Vicenza non sia più l’ultima tra gli ultimi quando si parla di dotazione di organico per garantire la sicurezza».
















