14 Aprile 2026 - 15.29

Vicentino – Armati e mascherati tentano rapina in banca: arrestati due fratelli

Due fratelli armati, mascherati e pronti a colpire. Ma a fermarli non è stato l’arrivo delle forze dell’ordine, bensì… il timer della cassaforte. È il curioso epilogo della tentata rapina avvenuta il 13 agosto 2025 alla filiale Volksbank di Mussolente, nel Vicentino, che ha portato ora agli arresti domiciliari dei due presunti responsabili.

L’11 aprile 2026 i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Bassano del Grappa, con il supporto delle stazioni di Romano d’Ezzelino e della Compagnia di Castelfranco Veneto, hanno eseguito un’ordinanza del Gip del Tribunale di Vicenza nei confronti di due fratelli di origine albanese: un 31enne residente a Romano d’Ezzelino e un 29enne residente a Riese Pio X.

La vicenda risale a metà agosto dello scorso anno, quando attorno alle 11.30 i due uomini entrarono in banca armati di pistola, con il volto coperto da maschere in lattice e uno di loro anche con un cappellino da pescatore. Dopo aver fatto irruzione, intimarono a dipendenti e a una cliente di radunarsi nel salone principale e di sedersi a terra sotto la minaccia delle armi. A quel punto ordinarono a una dipendente di aprire le casseforti.

Il piano, però, si è scontrato con il sistema di sicurezza: le casse blindate erano dotate di apertura ritardata di venti minuti. Un’attesa troppo lunga per i due, che, dopo aver manifestato tutta la loro frustrazione, decisero di rinunciare al colpo e fuggire.

La fuga è avvenuta a bordo di un ciclomotore parcheggiato poco distante dalla banca, nascosto vicino a una siepe. Ma qualcosa è andato storto anche lì: lungo il percorso i militari hanno ritrovato il cappello perso durante la fuga e, poco dopo, il mezzo ancora caldo ma in avaria, con una targa posticcia.

Da quel momento è scattata un’indagine articolata condotta dai Carabinieri e coordinata dalla Procura di Vicenza. Fondamentali sono stati l’analisi dei filmati di videosorveglianza, le testimonianze, i servizi di osservazione e pedinamento, oltre a intercettazioni telefoniche e ambientali.

Nel settembre 2025 sono scattate le perquisizioni nelle abitazioni degli indagati e di altri soggetti inizialmente sospettati, poi risultati estranei. Durante i controlli sono stati trovati abiti compatibili con quelli usati nella rapina, bossoli di una pistola a salve e la relativa confezione. Nell’abitazione del 29enne sono stati inoltre rinvenuti 63,38 grammi di sostanza stupefacente, un bilancino di precisione, una macchina per il sottovuoto e sacchetti in cellophane: per questo motivo è stato denunciato anche per detenzione ai fini di spaccio.

Alla luce degli elementi raccolti, il Gip ha disposto per entrambi gli arresti domiciliari, eseguiti nei giorni scorsi presso le rispettive abitazioni, con divieto di allontanarsi senza autorizzazione.

Resta fermo che il provvedimento è stato adottato nella fase delle indagini preliminari e che, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, la responsabilità dei due indagati potrà essere definitivamente accertata solo con una sentenza irrevocabile di condanna.

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Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

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