Veneto – “Mio figlio è stato ucciso!”. Il giudice deciderà a giugno sul caso di Lorenzo Casini

È stata rinviata al 17 giugno la decisione del giudice sull’opposizione alla richiesta di archiviazione dell’inchiesta per la morte di Lorenzo Casini, il 22enne trovato impiccato il 3 gennaio 2019 nella sua abitazione di Costermano sul Garda, in provincia di Verona, in circostanze che la famiglia ritiene mai del tutto chiarite.
La madre, Elisabetta Casini, non ha mai accettato l’ipotesi del suicidio. Nel maggio 2023, a seguito di un suo esposto in cui si prospettava il reato di omicidio, le indagini erano state riaperte. Successivamente, nel giugno scorso, la Procura di Verona ha presentato una nuova richiesta di archiviazione, contro la quale i legali della donna hanno formalizzato opposizione.
Nel corso dell’udienza, il pubblico ministero ha chiesto la modifica del capo di imputazione, passando da omicidio volontario e depistaggio a istigazione al suicidio. Il giudice per le indagini preliminari, anche alla luce del cambio di difensore della parte civile e della documentazione aggiuntiva depositata di recente, ha disposto il rinvio per consentire un’ulteriore valutazione degli atti.
All’uscita dal Tribunale di Verona, Elisabetta Casini ha spiegato di aver presentato nuove prove. Tra gli elementi già emersi nelle precedenti fasi investigative, la presenza di tracce di Dna maschile sul nodo del guinzaglio con cui il giovane era stato trovato impiccato e la presunta manomissione di una telecamera. “Chiedo verità e giustizia per Lorenzo, dignità per mio figlio”, ha dichiarato la donna, che al termine dell’udienza ha esposto uno striscione con la scritta “Verità e giustizia per Lorenzo Casini” davanti al palazzo di giustizia.
















