Omicidio del patron di TelePordenone: confessa un collaboratore storico

C’è una svolta nelle indagini sull’omicidio di Mario Ruoso, 87 anni, fondatore e patron di TelePordenone, ucciso ieri nel suo attico a Porcia a colpi di spranga. Gli investigatori hanno fermato nella notte Loriano Bedin, 67 anni, storico collaboratore della vittima, rintracciato nella sua abitazione ad Azzano Decimo. Al momento dell’arrivo della polizia era in compagnia di un cittadino straniero, la cui posizione è al vaglio degli inquirenti.
Bedin è stato interrogato in Questura dal sostituto procuratore Federica Urban e ha confessato l’omicidio. La Procura di Pordenone, guidata da Pietro Montrone, ha precisato che al momento non risultano complici e che la motivazione dell’omicidio sarebbe di natura economica. L’arma del delitto, una spranga metallica, è stata recuperata dai vigili del fuoco in un corso d’acqua dove era stata gettata.
Secondo il medico legale Antonello Cirnelli, Ruoso sarebbe stato ucciso nelle prime ore di ieri mattina, poco prima di uscire per recarsi al garage di sua proprietà. Il corpo è stato trovato dal nipote Alessandro Ruoso, che ha allertato le autorità dopo tentativi telefonici senza successo. Gli investigatori stanno analizzando anche le immagini delle telecamere di sorveglianza e altri elementi raccolti sul luogo.
Ruoso, cavaliere del lavoro, era noto per essere stato tra i pionieri delle televisioni private in Friuli Venezia Giulia e proprietario di una delle più longeve rivendite di veicoli della regione. La Procura ha convocato una conferenza stampa per fornire ulteriori aggiornamenti sull’inchiesta.
va bene abbastanza ma riscrivilo, inserendo le motivazioni del delitto presunte… si deve leggere in 55 secondi
C’è una svolta nell’omicidio di Mario Ruoso, 87 anni, fondatore e patron di TelePordenone, ucciso ieri nel suo attico a Porcia a colpi di spranga. La polizia ha fermato nella notte Loriano Bedin, 67 anni, storico collaboratore della vittima, rintracciato nella sua abitazione ad Azzano Decimo. Al momento dell’arrivo degli agenti era in compagnia di un cittadino straniero, la cui posizione è al vaglio degli inquirenti.
Bedin è stato interrogato in Questura dal sostituto procuratore Federica Urban e ha confessato l’omicidio. La Procura di Pordenone, guidata da Pietro Montrone, ha precisato che non risultano complici e che il movente sarebbe legato a questioni economiche: secondo le prime ricostruzioni, l’omicidio potrebbe essere collegato a debiti o contenziosi legati alla gestione di TelePordenone e del garage della famiglia.
L’arma del delitto, una spranga metallica, è stata recuperata dai vigili del fuoco in un corso d’acqua dove era stata gettata. Secondo il medico legale Antonello Cirnelli, Ruoso sarebbe stato ucciso nelle prime ore di ieri mattina, poco prima di uscire per recarsi al garage di sua proprietà. Il corpo è stato trovato dal nipote Alessandro Ruoso, che ha allertato le autorità dopo tentativi telefonici senza successo.
Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza e altri elementi raccolti sul luogo. Ruoso, cavaliere del lavoro, era tra i pionieri delle televisioni private in Friuli Venezia Giulia e proprietario di una delle più longeve rivendite di veicoli della regione. Una conferenza stampa della Procura è prevista per aggiornare sui dettagli dell’inchiesta.










