La Repubblica Balneare Italiana. Il libero mercato? Non disturbate gli ombrelloni

Umberto Baldo
C’è qualcosa di magnificamente italiano nella nostra idea di concorrenza: è sacra, inevitabile e modernissima, purché non tocchi cabine, lettini e pedalò.
Sui taxi si può anche “aprire il mercato”, “abbattere le rendite”, “superare i privilegi”. Ma poi compare uno stabilimento balneare e metà della politica italiana entra in uno stato mistico.
Così il Governatore di Forza Italia della Calabria Roberto Occhiuto, che in passato aveva mostrato coraggio liberale su Uber e licenze (sfidando Governo e taxisti , e vincendo alla Corte Costituzionale) davanti al mare ha improvvisamente scoperto la prudenza sacerdotale.
La legge regionale sulle concessioni balneari, accolta con entusiasmo da Assobalneari, prevede verifiche, distinguo, valutazioni sulla scarsità della risorsa, e procedure che sembrano progettate più per rinviare le gare che per farle davvero.
In Italia, del resto, la direttiva Bolkestein viene percepita come una specie di demone nordico mandato da Bruxelles per devastare le nostre coste, abbattere i chioschi e profanare il sacro diritto ereditario all’ombrellone in prima fila.
Basta nominarla e nei consigli comunali si respira l’atmosfera delle antiche superstizioni contadine davanti ad un’eclissi.
Eppure un liberale dovrebbe sapere una cosa molto semplice: il demanio resta pubblico.
La concorrenza non è una punizione divina, e la tutela di una categoria non può trasformarsi in un diritto perpetuo alla conservazione, a scapito della collettività.
Si possono difendere investimenti e lavoro senza trasformare ogni concessione in una monarchia ereditaria affacciata sull’Adriatico o sul Tirreno.
Il punto, per me inspiegabile, è che in Italia i balneari fanno paura a destra e a sinistra.
Non solo ai Governi, ma anche a molti sindaci progressisti che ogni estate scoprono improvvisamente il fascino della conservazione sociale e diventano prudentissimi quando si tratta di applicare la Bolkestein.
Perché il libero mercato va benissimo, certo.
Purché riguardi qualcun altro.
Occhiuto sui taxi parlava e si muoveva da liberale.
Sui balneari sembra essersi convertito alla religione degli stabilimenti eterni.
Umberto Baldo













